Il Milan di Pioli adesso piace Rangnick in arrivo una scelta che imbarazza
il personaggio
Stefano Scacchi / MILANO
Prima era la necessità di cautelarsi legalmente di fronte alla causa intentata da Boban contro il licenziamento. Adesso è l’imbarazzo di fronte a questa striscia di risultati eccellenti conquistati da Pioli.
C’è sempre un motivo che spinge la proprietà del Milan a tenere un profilo molto basso intorno a Ralf Rangnick (in trattativa con la Red Bull per la buonuscita) assicurando che nessuna decisione definitiva è stata ancora presa per la panchina della prossima stagione. Difficile in questo momento difendere la scelta di un cambio di allenatore. Le vittorie si uniscono a un gioco spumeggiante.
I sondaggi dei tifosi sono tutti a favore di Pioli che questa sera a Reggio Emilia cercherà di allungare la serie contro il Sassuolo di De Zerbi, altra formazione protagonista dopo la ripresa. Dalla confusione di questo momento societario (così distante dalle trame precise della squadra sul campo) emerge che la posizione di Pioli sarebbe in risalita. Per un motivo in particolare, centrale per un fondo finanziario come Elliott: la capacità di valorizzare i giocatori. Non solo i nuovi Hernandez, Bennacer e Rebic. Ma anche Kessie e Calhanoglu, mai visti su questi livelli. Stabile Donnarumma che festeggerà la sua 200esima presenza con il Milan (debuttò proprio contro il Sassuolo a ottobre del 2015): «Voglio vincere più titoli possibili con questa squadra», dice il portiere lanciando la negoziazione per il rinnovo del suo contratto.
Talmente difficile immaginare in questo momento un esonero a fine stagione di Pioli da suggerire improbabili soluzioni di ripiego, come una coabitazione tra Rangnick e il tecnico emiliano che non accetterebbe questa diarchia. Ha offerte interessanti: meglio un’avventura da solo altrove.
Intanto, l’allenatore rossonero gongola: «Nel 2020 siamo terzi. È un lungo periodo di prestazioni ad altissimo livello. Un grande segnale per il presente e per il futuro». Questa sera proverà a ingarbugliare ulteriormente la matassa di una scelta fatta mesi fa, quando lo scenario attuale era impossibile da prevedere. —
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