gli alibi e le verità ma il club È presente
Nel corso degli anni (recenti, e tanti) di gloria si nutriva il timore che prima o poi, fisiologicamente, arrivassero le difficoltà. È puntualmente accaduto, e questo post-retrocessione (in B, mica in Eccellenza) fa sì che tutti i nodi vengano al pettine.
Nella sua conferenza stampa di ieri mister Di Biagio ha detto qualche verità, centrando il nocciolo della questione: i problemi della Spal sono nati lo scorso 1 luglio, con il deludente (eufemismo) mercato condotto dal futuro d.s. del Torino, che poi in inverno ha scelto Di Biagio come successore dell’esonerato Semplici, salvo scendere dalla nave con tempismo tale da evitare di affondare con il vascello, lasciando che ad inabissarsi fossero tutti gli altri: proprietà, dirigenza, allenatore, squadra, tifosi. Tutto ciò è innegabile. Ecco però che Di Biagio non centra l’obiettivo quando afferma che l’addio di Vagnati ha creato addirittura smarrimento ed ha lasciato tecnico e squadra senza un referente che li proteggesse. C’è sì stato un periodo di vuoto, prima che venisse ufficializzato il nuovo d.s. Giorgio Zamuner, ma si era ancora in una fase di lento riavvio. E non si può dire che la società non fosse presente, pur con le partenze di Vagnati e dei suoi sodali. Il presidente Mattioli, il direttore Gazzoli, il team Andreini, il dirigente Ludergnani: tutti ci sono sempre stati. Poi anche Zamuner ha subito partecipato alla quotidianità. Questo club potrà avere mille responsabilità nell’andamento tecnico della stagione, ma certo non gli si può imputare un deficit di impegno e vicinanza. —
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