Spal, indizio social: Fares vicino al Torino Da Minelli a Coda gli obiettivi in entrata
Già avviato il cantiere in vista del prossimo campionato di B: abbassare il monte-ingaggi e vendere bene per poi allestire una rosa competitiva
l’analisi
Paolo Negri
La programmazione è già partita. È in atto. La Spal non si ferma alla matematica retrocessione ma guarda avanti, avvia il cantiere per ripartire, per iniziare un nuovo ciclo, per affrontare la prossima serie B con l’intento di provare a tornare immediatamente al piano di sopra. Già stabilite date (seconda metà di agosto) e luogo (Tarvisio) del mini-ritiro precampionato, ora l’attenzione è tutta sugli aspetti tecnici, dall’allenatore ai giocatori. Insomma, sul mercato.
realtà economica
Primo parametro da considerare: l’aspetto finanziario. La Spal dovrà fare i conti con entrate nettamente inferiori rispetto a quelle che avrebbe assicurato la serie A. Non ci sarà più la quarantina di milioni dei diritti televisivi, ed il “paracadute” sarà di 25 milioni, ma non incassabili tutti subito se la terza retrocessa sarà il Lecce anzichè il Genoa.
E ancora: il mercato dello scorso gennaio lascia in eredità 15 milioni da sborsare immediatamente per i riscatti obbligatori di Bonifazi (12, al Torino) e Castro (3, al Cagliari). Insomma, un fardello non da poco, anche a fronte dell’introito per Petagna al Napoli (17 milioni più di 3 di bonus; operazione anche questa definita lo scorso gennaio). Non resta un grande margine. Oltretutto, consideriamo una cosa: Bonifazi e Castro verranno sicuramente ceduti, ma in epoca post-Covid il mercato porta ad un ridimensionamento delle cifre. Quindi, se non sarà improbo collocare Bonifazi in serie A (Sassuolo, Fiorentina, Cagliari, Bologna, Parma, Verona...) bisogna però dare per assodato che il difensore non potrà essere venduto per quanto è stato acquistato. Una partenza in prestito non porterebbe beneficio alla casse. Un prestito oneroso attenuerebbe il problema. Una cessione a titolo definitivo non permetterebbe - con i tempi che corrono - un introito presumibilmente superiore ai 6/8 milioni. La Spal, insomma, registrerà una perdita. E, al contempo, ricollocare Castro non risulterà impresa agevole.
Per tutte queste ragioni ribadiamo che il d.s. Giorgio Zamuner ed il suo principale collaboratore Ivone De Franceschi, per rinforzare la Spal, non gravare sul bilancio e - anzi - cercare anche di registrare quantomeno un pareggio, dovranno inventarsi operazioni a cavallo tra l’alta finanza e numeri degni di Harry Houdini, il principe degli illusionisti.
vietato sbagliare
Detto ciò, è assodato che la proprietà concederà i margini per poter operare con il massimo profitto possibile. Prima mossa, la più importante e da non sbagliare: la scelta del nuovo allenatore. Che dovrà essere il migliore per quanto consentito dalla realtà economica spallina.
Scartiamo dunque il nome di Beppe Iachini, che pure avrebbe messo tutti d’accordo. Indipendentemente dal fatto di nutrire ancora la speranza di giocarsi chances di conferma alla Fiorentina, Iachini naviga su cifre che la Spal cadetta non potrà permettersi. La ricerca si è dunque spostata altrove, puntando sempre e comunque su capacità, esperienza, curriculum, conoscenza della categoria, leadership, propensione a dare uno stile, un’identità. perché dovrà essere una Spal che giochi a calcio.
Ecco dunque che Pasquale Marino (due settimi posti in A con l’Udinese, promosso in A col Catania, terzo con Vicenza e Frosinone, sesto con lo Spezia) appare come il principale candidato, anche in virtù del suo gusto per un football propositivo e per l’attitudine a far cresceere e valorizzare gli elementi più giovani. Marino è attualmente impegnato a guidare l’Empoli verso i play off di serie B, quindi la Spal dovrà attendere, se i toscani centreranno l’obiettivo. Ma il profilo appare quello giusto, per mille ragioni.
L’alternativa (perché bisogna sempre averne) potrebbe essere Venturato del Cittadella.
le partenze
Rosa da rivoluzionare e da ricostruire quasi in toto. Ci si dovrà sgravare degli ingaggi più onerosi (da Berisha, che pure mira ad altro, non a giocare in B, al rientrante Paloschi, al citato Castro) e vendere con profitto: Fares, Bonifazi, Strefezza (Fiorentina, Torino, Villareal), Valoti (Sassuolo, Fiorentina) ed eventualmente Vicari dovranno garantire risorse in entrata. Al proposito appare sempre più probabile, se non addirittura scontato, che Fares vada al Torino. In tal senso giocano anche gli indizi social: il terzino sinistro si è infatti messo a seguire sul proprio profilo Twitter vari giocatori granata, il mister Longo ed anche il profilo del club. Insomma, sembra fatta.
Letica non verrà riscattato, Missiroli interessa alla Reggina e Paloschi al Vicenza, Valdifiori, Tomovic, Cionek e Zukanovic non rientrano nei piani, Salamon ha un altro anno di contratto e si cercherà di sistemarlo, Cerri tornerà al Cagliari, Reca ha evidenziato limiti ben chiari. Per Felipe e Floccari serviranno valutazioni col nuovo mister. Di Francesco ha un altro anno di prestito ma ha palesato una preoccupante fragilità muscolare.
conferme e arrivi
Si proverà a tenere D’Alessandro, che con il 4-3-3, il 4-2-3-1 e pure il 4-4-2 in B può essere assai produttivo, e Dabo, che ha mostrato di essere il migliore.
Il portiere Minelli (Padova), il centravanti Coda (Benevento), l’ala Pierini (Cosenza, ma è del Sassuolo), i centrocampisti Saric (Carpi) e Maistro (Lazio, è alla Salernitana), i rientranti Dickmann ed Esposito e qualche prestito importante (Esposito dell’Inter guadagna 600.000 euro ed ha richieste in A: arduo...) sono i primi in lista. —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
