La Nuova Ferrara

Sport

l’allenatore 

Di Biagio è rammaricato: «Credevo nell’obiettivo Mai attaccato la società»

Di Biagio è rammaricato: «Credevo nell’obiettivo Mai attaccato la società»

Il mister: ciò che è successo qui in nove gare, abitualmente accade in tre anni. Ho sentito l’ex d.s. Vagnati, lui ha capito cosa volevo dire sette giorni fa

3 MINUTI DI LETTURA





FERRARA

Luigi Di Biagio si presenta nella sala stampa del Centro indossando la polo grigia di rappresentanza, con lo stemma della Spal cucito all’altezza del cuore. Un look identificativo, quasi a voler rimarcare con forza un senso di appartenenza che l’allenatore non rinnega:

riconoscenza

«Sarò sempre riconoscente alla famiglia Colombarini ed al presidente Mattioli, con i quali ho un ottimo rapporto, per avermi portato alla Spal. Tornando all’analisi della stagione che ho compiuto nei giorni scorsi, sottolineare che dall’1 luglio a oggi ognuno ha avuto una parte di responsabilità per la retrocessione poi maturata, non è sinonimo di attaccare la società. Io non l’ho mai fatto. Oltretutto, quando sono arrivato (dopo l’esonero di Semplici, ad inizio febbraio; ndr) credevo fortemente nella salvezza».

Che però è stata ben lungi dall’essere anche solamente possibile, anzi. Di Biagio spiega: «Ci sono state talmente tante problematiche... Ciò che è successo nelle ultime nove gare (quella dalla ripresa del campionato post-sosta per l’emergenza coronavirus; ndr) di solito in qualunque squadra accade in tre anni, in ultimo l’infortunio di Cerri che con la Roma aveva appena segnato, si era sbloccato, si stava riprendendo».

L’odierna partita con il Torino rappresenta anche l’occasione del ritorno a Ferrara dell’ex d.s. Davide Vagnati, la cui partenza per i lidi granata a campionato fermo è stata indicata - sempre nei giorni scorsi - da Di Biagio come il venire meno di un punto di riferimento per se stesso e per la squadra («Quando un direttore prende un allenatore e ci crede e poi non c’è più, crea dei problemi», ha detto il mister prima della gara di Brescia; e poi, a retrocessione consumata: «Le responsabilità per la retrocessione devono condividerle tutti, da chi era presente a inizio stagione a chi c’è adesso»). Al proposito, ieri Di Biagio ha sottolineato:

«Vagnati è una persona che per me è importante, mi ha portato qui e lo ringrazierò per tutta la vita per avermi dato la possibilità di fare un percorso con la Spal. Ci siamo sentiti, ma non c’era bisogno di spiegare niente. Mi infastidisce sentire che cerco scuse per togliermi delle responsabilità. Lui ha compreso cosa intendevo dire».

cercare la vittoria

Quanto alla partita di stasera, Di Biagio l’ha inquadrata così: «Dobbiamo cercare la vittoria, dare un piccolissimo senso a questo finale di stagione. Il Torino giocherà il suo calcio, in ogni caso mi aspetto una nostra prova positiva come negli ultimi tempi, con l’aggiunta di un risultato utile. Con Inter, Brescia e Roma sono state tre buone prestazioni ma è impossibile raccontarlo se uno non ha visto le gare. Tra gol subìti al 94’, rigori non dati e nostri errori pesanti - individuali - quando non arrivano i risultati diventa tutto difficile. Non è un problema di modulo, né fisico».

Quanto alla formazione, Di Biagio ha lasciato aperta la porta all’utilizzo di qualche ragazzo: «Se ce ne sarà la possibilità, vedremo qualche giovane a gara in corso. Mi piace far debuttare ragazzini che meritano». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google