Tutti i guai del Cus Ferrara fra economia, giocatori e studenti che non arrivano
Unica nota positiva è la conferma dello sponsor Geostudio La mancanza di altri contributi le defezioni e l’ateneo chiuso amplificano le difficoltà
FERRARA
Il Cus Ferrara rugby sta vivendo forse l’estate più calda dei suoi 86 anni di vita. Il covid ci ha messo duramente lo zampino, soprattutto a livello economico: pur confermato lo sponsor Geostudio, a bilancio verrà a mancare il consueto contributo da parte del Cus, toccato duro dalla pandemia, come dire che in qualsiasi trattativa non saranno previsti investimenti economici, ma si sono infilate anche una serie di variabili negative da rendere tutto decisamente difficile.
DEFEZIONI
Gli uomini di prima linea Fabbian, Michelotto e Di Bella hanno deciso di smettere, mentre il compagno di reparto Rimessi ha bisogno di altro tempo per decidere. Il reparto – fondamentale nell’economia di una squadra – è così fortemente limitato e costringerebbe i tecnici ad adattare atleti solitamente in altro ruolo. Questo – fattibile fino a un certo punto in serie C – è fortemente sconsigliato in serie B. Alcuni giocatori – tra cui l’esperto Pasa – risultano in forse per motivi vari e qualcuno, a iniziare dal pilastro Bondoni, ha accettato offerte da parte di altre società. Questo ha scatenato una sorta di effetto domino, mettendo un clima negativo attorno a chi era già in forse o aveva abbandonato la passata stagione ed era stato sollecitato a un ripensamento. Si sperava di poter operare sul mercato ed erano state avviate da Dardani e Tellarini, alcune trattative con atleti di società vicine, ma non avere qualcosa da offrire rende sempre impervia la strada e a oggi nessuno è da segnalare in entrata se non, forse, i rientri a casa madre di Cavalieri e Ghelli.
Anche il tesserino di Leccioli, appetito dal Rovigo in Top 12, rischia di rimanere senza adeguata contropartita. La società polesana ha messo a disposizione un elenco di giocatori, dichiarando però di non poter costringere nessuno a venire a giocare a Ferrara. Come dire arrangiatevi, insomma. Da parte veneta la cosa poteva essere gestita diversamente e molto meglio, ma dovremmo dilungarci nelle spiegazioni; evidentemente certe relazioni restano fantarugby.
UNIVERSITARI
Anche la strada universitaria segna il passo; se l’ateneo non aprirà in maniera regolare i corsi, preferendo la versione on line, gli studenti-rugbisti potranno seguire le lezioni da casa, senza dover per forza essere fisicamente a Ferrara, cosa che comporterebbe anche un notevole risparmio per le famiglie. Ecco che il catanese Giordano Arena e il friulano Mejia potrebbero non essere in città il prossimo anno, pur essendo regolarmente iscritti e frequentanti.
Tutto questo lungo preambolo per dire che ci sono serie possibilità di vedere il Cus sparire dal rugby che conta, dove la parola serie C va vista come aspetto positivo. La decisione verrà presa verosimilmente nel consiglio di giovedì, in ogni caso entro fine mese, termine ultimo a livello federale per l’iscrizione ai campionati.
Leggermente diverso il discorso a livello femminile. Un brusco ridimensionamento dei numeri in organico ha fatto suonare un campanello d’allarme, ma qui molto dipenderà dall’impostazione che la Federazione vorrà dare al rugby in rosa. –
Dario Cavaliere
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