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[MINUSCOLO]serie A 

La Juventus cade a Cagliari Sesta sconfitta in campionato

Bianconeri spenti e distratti dopo la conquista del nono scudetto consecutivo Ronaldo a secco non tiene il ritmo di Immobile nella classifica dei marcatori

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[INVIATO-FI1]Roberto Condio

<MC>INVIATO A CAGLIARI

[TESTO]Con la Champions di ritorno tra otto giorni, la prima Juventus campione d’Italia per la nona volta di fila doveva dare un senso alla trasferta di Cagliari. La «missione», peraltro, era scontata: mettersi al servizio, ancora più del solito, di Cristiano Ronaldo, impegnato nel duello all’ultimo gol con Immobile, salito a +4 nel 2-0 sul Brescia terminato prima che il portoghese cominciasse a giocare. Ebbene, è stato flop su tutta la linea.

CR7 ha segnato al 16’ ma in netto fuorigioco e la rete buona l’ha fatta già dopo 8’ un sardo del 2000, Luca Gagliano da Alghero, al debutto da titolare in A. Prodezza poi bissata al 47’ dal «Cholito» Simeone. Il Cagliari che non segnava due gol e non vinceva da otto partite (4-2 al Toro) ha battuto i pluricampioni in gita dopo ben otto ko interni di fila negli scontri diretti. La Juve è rimasta a secco come non capitava dalla terza giornata (0-0 a Firenze). E Ronaldo non acchiapperà Immobile. Anzi, probabilmente con la Roma riposerà. E dire che, per lanciare il portoghese alla rimonta, Sarri ha fatto il possibile, schierando dal 1’ solo uno (Muratore) degli otto Under 23 portati in Sardegna. Al netto dello squalificato Rabiot e degli infortunati Dybala e De Ligt, Juve tipo. Molto dimessa, distratta e imprecisa, però. Buffon, che con le sue 649 presenze in A la sa più lunga di tutti, aveva capito la serata: «Un po’ di pressione, su», l’urlo dopo 12’ quando aveva già dovuto fare due parate e raccogliere un pallone in porta. Bene organizzato e scosso dall’incavolatura presidenziale, il Cagliari ha fatto la partita per 15’, poi si è difeso con ordine e «garra», sempre pronto a ripartire. Come sul bellissimo 2-0 di Simeone, favorito dalla blanda opposizione di Bonucci. Tenero pure l’attesissimo Ronaldo, peraltro. Unico bianconero sempre titolare nella ripartenza, ha giocato per la prima volta a Cagliari.

Nello scorso campionato era infortunato, lo sostituì Kean che segnò per poi esultare di fronte alla curva rossoblurea di buu razzisti. Poi, però, un girone fa ai rossoblù ancora di Maran CR7 aveva rifilato la sua unica tripletta in Serie A. Ieri ha centrato lo specchio per la prima volta al 68’ (pugni di Cragno). Da 4 tiri ribattuti un solo corner, dalle punizioni del 37’ e del 76’ da buona posizione due deviazioni della barriera. Gli unici pericoli li hanno firmati Higuain (mezza girata alta) e Bentancur (respinta di piede di Cragno) nel finale del 1° tempo; Alex Sandro in avvio di ripresa.

Così, alla fine, di questo viaggio in Sardegna negli annali resterà solo l’ingresso tra gli scudettati degli altri «Under» Zanimacchia (il più vivace) e Peeters, entrati in un 2° tempo senza scossoni. Se non per la soddisfazione finale del Cagliari per il colpaccio che rende meno amaro uno sprint deludente assai. Ma l’inchiodata bianconera in trasferta nel finale di campionato non è una novità.

L’ultimo Allegri fece un punto negli ultimi quattro viaggi, idem questo primo Sarri. Che, nonostante il suo fresco scudetto, ieri forse avrà ripensato con un pizzico di nostalgia ai suoi due 5-0 napoletani nella Sardegna Arena, con squarci di bellezza assoluta e due gol manifesto di quel «sarrismo» che alla Juve è ancora pressoché sconosciuto: Mertens a fine 2016 con 10 giocatori coinvolti, Hamsik a inizio 2018 dopo 17 tocchi di 11 uomini, portiere compreso. Roba vecchia, comunque. Venerdì 7 a Torino arriva il Lione. Conterà solo vincere, non importa come. [FINETESTO]—

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