Ilaria Corli oggi per l’impresa alla “24 ore del Montello”
Dopo il 2º posto nella scorsa edizione la ferrarese vuole almeno confermarsi «Tante incognite, in primis il caldo. La gara andrà gestita dosando le forze»
ferrara
Il caldo sembra non minare le energie di Ilaria Corli, la 32enne ultracycling ferrarese che ci ha abituato ad imprese sempre più toste in sella alla sua bicicletta.
la manifestazione
Oggi a partire dalle 9, in una giornata fra le più torride dell’estate che stiamo vivendo, la Corli sarà impegnata nel trevigiano nella “24 ore del Montello”, gara a cronometro su un circuito stradale saliscendi di 33 km e mezzo dove chi fa più strada – entro le 9 di domenica mattina - vince.
«Lo scorso anno questa manifestazione era valida come campionato italiano di specialità, mentre quest’anno sarà Campionato Europeo - dice Ilaria Corli - e dopo il secondo posto dell’edizione tricolore del 2019 punto a far bene anche qui».
«È l’obiettivo di questo strano 2020 - prosegue l’atleta -,è inutile nasconderlo. Io sono portata per questo tipo di gare lunghe che, paradossalmente, più si allungano e più mi danno soddisfazione. Ad inizio luglio come preparazione ho partecipato assieme ad altri quattro ferraresi all’Ultracycling Dolomitica, gara nella quale ho fatto 396 chilometri. Sarà stata la voglia di tornare a competere dopo il lockdown, che nonostante tutto ci ha minati, ma la gamba girava bene, come tutto il resto. È stato ottimo banco di prova per domani (oggi per chi legge; ndr). Lo scorso anno sul Montello feci 15 giri, vale a dire poco più di 500 km, mentre quest’anno punto a fare un solo giro in più, anche se le incognite sono infinite. In primis il caldo, poi tutto quello che di meccanico o accidentale può succedere. Una gara di 24 ore è da gestire bene, sia fisicamente, sia mentalmente. Non si può partire forte, bisogna dosare le energie. Poi non dimentichiamo gli avversari…».
il curriculum
La capacità di gestione è caratteristica propria di Ilaria che - ricordiamo – dopo essere arrivata in solitaria a Capo Nord, è la prima ed unica italiana and aver fatto in autonomia la Trans Am bike Race, una delle gare più dure al mondo, fatta di 6.738 chilometri con oltre 50.000 metri di dislivello, da coprire nel più breve tempo possibile, senza assistenza al seguito.
Detiene poi il Guinness World Record del triathlon più lungo, fatto nel 2017 partendo dal Lido di Volano: 210 km a nuoto nell’adriatico fino a Porto Sant’Elpidio, poi 5425 km in bicicletta pedalando dall’Italia alla Germania, attraverso Francia, Spagna, Olanda e Belgio lungo il perimetro occidentale dell’Europa, per chiudere con 1365 km a piedi, da Berlino a Ferrara. 86 giorni di fatiche per un record, tanto che pedalare oggi per 24 ore sembra davvero una passeggiata.—
Dario Cavaliere
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