Il giocatore, l’uomo, il tecnico, le sue idee di calcio Pasquale Marino raccontato da “Totò” Improta
L’ex mediano della Spal ha giocato con il tecnico (e con Lucidi e Mezzini) nella Battipagliese di fine anni ’80 «Classico 10 di una volta, ragazzo d’oro, e trainer che fa giocare un grande football. Basilari Max e Zamuner al suo fianco»
ferrara
Vecchie conoscenze. Vecchi amici. Il prossimo arrivo di mister Pasquale Marino alla Spal (in compagnia del suo fidato "vice", il grande ex Massimo Mezzini) non lascia indifferente chi da tanto tempo conosce il tecnico ed il suo assistente, e porta sempre nel cuore i colori biancazzurri.
E il caso di Maurizio "Totò" Improta, che della Spal è stato tanto umile (nell’accezione più positiva) quanto amatissimo mediano, paladino di quella squadra con Lucidi e Mezzini, che conquistò la promozione in C1. Ed i tre venivano dalla comune militanza con Marino nella Battipagliese. Improta (oggi responsabile tecnico del settore giovanile della ViPo Trento - Eccellenza - ed allenatore della squadra Allievi) ieri non ha nascosto la sua soddisfazione: «Mi fa un grande piacere, sono molto contento. Sapevo da giorni di questa possibilità di Marino, e Mezzini, alla Spal. Me lo avevano detto degli amici. A Ferrara arrivano bravissime persone, affabili, e che professionalmente sanno il fatto loro».
Improta ha conosciuto Marino appunto all'epoca della Battipagliese, a fine anni '80, in quella squadra promossa in C2 che ancora è considerata la migliore della storia bianconera. Ma che tipo era, Marino?
«Come giocatore, il classico 10 di una volta: mancino, tecnico, grande classe, ottimo calcio, visione di gioco, capacità di servire palloni filtranti. Batteva meravigliosamente da fermo, ricordo che Crucitti fece 6/8 gol irrompendo di testa sui corner impeccabili di Marino, tesi, precisi, sul primo palo».
Poi, naturalmente, ci sono gli altri aspetti, legati all’uomo ed all’allenatore.
Che persona è Marino? «Un ragazzo d'oro, eccezionale, pacato. Credo - dice Improta - di non averlo mai visto arrabbiarsi, o rarissimamente. Se Lucidi era un adorabile casinista, e Mezzini un impareggiabile e scherzoso guascone, Pasquale è sempre stato riservato. Credo che Max sia il suo perfetto complemento, oltre che un ottimo collaboratore: Mezzini è molto preparato, proprio bravo».
Quanto al Marino allenatore, Improta ne ha un quadro ben preciso: «Ama giocare, giocare, giocare... Le sue squadre cercano costantemente il gioco. Grande organizzazione, perfetto funzionamento dell'asse di fascia, sia a destra che sinistra. Certo, va assecondato, ha le sue idee, crede in un certo tipo di calcio. Ama il 4-3-3 ma non è un integralista come lo può essere mister Sarri, per esempio».
Improta spiega ancora : «Pasquale ha iniziato con il 3-4-3. Ma il 3-4-3 vero, puro, mica camuffato: non era difesa "a cinque". Lo impose nel Foggia della promozione, era uno spettacolo. Mi mandò una cassetta di Foggia-Taranto 2-1, derby caldissimo: grande calcio. Poi ha cambiato qualcosa, a Udine è passato al 4-3-3, ma sa adattarsi, proporre moduli alternativi, che siano 3-4-3 stesso, o 4-4-2 in fase difensiva».
La presenza di Mezzini, e del d.s. Giorgio Zamuner, vengono viste da Improta come un aspetto molto importante: «Costruiranno un bellissimo ambiente, so di Zamuner, della sua amicizia e stima con Max. Loro due, Pasquale... Con amici legati da simili rapporti si potrà costruire un bel gruppo di lavoro, una cosa che nel calcio d'oggi manca, si sono un po' persi i valori di un tempo. Poi, gli allenatori vanno sostenuti, aiutati, e Zamuner e Mezzini potranno dare un bel supporto a Marino. Bello, poprio bello... Sono felice per loro».
Pasquale Marino ha avuto un grande padre calcistico quale Paolo Lombardo, poi allenatore della Spal di Lucidi, Improta e Mezzini, prima dell'esonero a profitto di Gibì Fabbri. Improta rammenta: «Ah, mister Lombardo... Che grande persona. Non lo trattarono bene, a Ferrara. Lo mandarono via dopo tante promesse e dopo la vittoria di Treviso. Quando venne a salutarci, piangeva come un bambino di tre anni. Era distrutto, per il calcio non ho mai visto soffrire tanto una persona. Sono contento che adesso la Spal possa ripartire un po' nel suo solco, in un certo senso. E con ottimi professionisti e grandi uomini. Amo sempre la Spal, la seguirò con ancor maggiore affetto». —
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