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Lenzi e il Sant’Agostino tengono la rotta «Lavoro duro e annata di transizione»

valentina cristiani
Lenzi e il Sant’Agostino tengono la rotta «Lavoro duro e annata di transizione»

Calcio dilettanti. Il presidente orgoglioso della crescita del vivaio ma anche di come è stata costruita la prima squadra per la prossima stagione 

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l’intervista

Con soddisfazione e orgoglio del presidente Bruno Lenzi, che quest’anno festeggia un decennio alla presidenza dei ramarri, il Sant’Agostino è l’unica società della provincia di Ferrara qualificata per il campionato regionale Élite con entrambe le categorie degli Allievi 2004 e dei Giovanissimi 2006.

Presidente Lenzi, può fare un bilancio dell'annata delle squadre del vostro settore giovanile?

«L’annata del nostro settore giovanile è stata motivo di grande soddisfazione, nonostante si sia conclusa precocemente a febbraio. Abbiamo tesserato 240 giovani calciatori e circa 30 tra istruttori/educatori ed allenatori. Tali numeri ci hanno permesso di schierare ai nastri di partenza almeno una compagine per ogni anno di leva calcistica a partire dall'anno 2014. Per la precisione sono state 15 compagini, comprendendo anche gli Juniores regionali».

Ciliegina sulla torta, nella prossima stagione sarete l’unica società ferrarese qualificata per il campionato regionale Élite con entrambe le categorie degli Allievi 2004 e dei Giovanissimi 2006.

«Riempie d’orgoglio me ed i miei collaboratori avere il diritto di iscrivere al campionato regionale èlite due compagini. Riguardo al format si parla di 4 gironi regionali per entrambe le categorie, con promozioni e retrocessioni».

Qual è stata la strada che vi ha portato a raggiungere questo traguardo?

«Questi risultati non sono frutto di ricette miracolose o magiche, ma di un serio e duro lavoro dei responsabili del settore giovanile: Enrico Iazzetta e Mirko Siviero. E dei loro collaboratori, perennemente alla ricerca di miglioramenti sia della qualità calcistica delle squadre che del settore tecnico».

A livello di sicurezza, il calcio giovanile come riprenderà la prossima stagione?

«La ripartenza è ancora una vera e propria incognita, visto che le uniche norme della FIGC attualmente utilizzabili si riferiscono al settore professionistico, di difficilissima applicazione al settore dilettantistico e più ancora al settore giovanile/scolastico. Certo è che uno sport dove il contatto fisico è la norma è difficilmente coniugabile alle indicazioni sanitarie attualmente presenti ed il persistere ancor oggi di nuovi contagi giornalieri non so se ci permetta di guardare al futuro con grande ottimismo. Siamo in attesa di chiarimenti dalla FIGC sia sulle date di inizio ma soprattutto indicazioni comportamentali specifiche per il settore giovanile, visto la spada di Damocle delle responsabilità civile e soprattutto penale che grava sui responsabili delle società stesse».

Passando alla prima squadra, partecipante al campionato di Eccellenza, è soddisfatto del campionato conclusosi?

«La sospensione alla 24ª giornata per l’emergenza sanitaria, con successiva cristallizzazione della classifica, ci ha visto posizionati all'undicesimo posto della classifica, che pur assicurandoci il mantenimento della categoria, non nego non abbia soddisfatto le aspettative della dirigenza viste le potenzialità in possesso dei nostri atleti; ma anche questo fa parte della logica del calcio e degli sport di squadra in generale, dove non sempre le torte riescono bene anche se preparate con buoni ingredienti».

Che campionato di eccellenza sarà il prossimo anno con trasferte più brevi, rimborsi limitati e tutte le ristrettezze dovute alla pandemia?

«Per la prossima stagione non abbiamo ancora indicazioni ufficiali sia sulla data di inizio che sul numero dei gironi, ma si parla insistentemente di 3 gironi di Eccellenza a 12/14 squadre. Se così fosse, le trasferte sarebbero ridotte di numero e nelle distanze ed il campionato di minore durata: tutti questi fattori insieme comporterebbero un importante contenimento delle spese di gestione. E questo, visto il difficile momento economico attuale e probabilmente anche futuro, credo sia cosa graditissima a moltissime società dilettantistiche che vivono di contributi di soci e sponsor. Nella nostra realtà la valutazione della prevedibile riduzioni degli introiti ha comportato un notevole taglio del budget riservato ai rimborsi spese di atleti e tecnici, ma nonostante ciò la maggior parte dei tesserati ha compreso ed accettato le nostre proposte».

La squadra che state costruendo per il prossimo campionato sarà giovane ma con delle colonne portanti...

«Il direttore sportivo Marco Marani ha sostituito i partenti (Costantino, Pagani e Mazzoni alla Portuense; Govoni al Masi-Voghiera; Ceresi al Bentivoglio; Soverini alla Centese; Stefanelli al Porotto; ndr) con calciatori di categoria (Di Domenico e Melloni dal'Argentana; Amadori dal Massalombarda; Treggia da Castelfranco Emilia; ndr) ed ha inserito stabilmente nella rosa di prima squadra alcuni dei più promettenti e maturi ragazzi del nostro vivaio, con l'obiettivo di una navigazione tranquilla in quello che inevitabilmente per molti rappresenterà un’annata di transizione».

La vostra tradizionale Sagra del Tartufo si farà quest'anno?

«Abbiamo riflettuto a lungo sull’opportunità di effettuarla o meno, viste le difficoltà economiche e le norme sanitarie legate al Covid 19, ma alla fine ha prevalso la volontà di dare continuità a quella che fino ad oggi ha rappresentato una delle manifestazioni gastronomiche più importanti della nostra provincia».

Quali sono le aspettative e le paure della prossima stagione?

«Le aspettative sono rappresentate dall’augurio che questa pandemia finisca presto e le paure sono che questo a breve termine non si avveri. Il calcio è sport di squadra, di spogliatoio, di doccia fatta insieme, di abbracci dopo una vittoria o una sconfitta, di sudore, di contatto fisico. Tutte cose che le attuali disposizioni sanitarie oggi non permettono con la conseguenza che non è un calcio vero, ma una pallida imitazione dello sport più bello del mondo». —

valentina cristiani

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