Problema palestre per i club «Il nodo è la sanificazione»
Fortini, presidente territoriale della Federpallavolo, indica il punto critico Per le società dilettantistiche e giovanili l’attività rimane fortemente a rischio
FERRARA
Alcune porte si sono aperte. Ma resta il rischio di non riuscire ad entrare. È ancora in fibrillazione tutto il mondo dello sport di base, del movimento che è legato ai settori giovanili e delle squadre che partecipano a campionati regionali e provinciali. Tutto questo perché non è ancora ben chiaro se si potranno avere le palestre in cui allenarsi e giocare, alle condizioni richieste in questo momento emergenziale e (forse) post-picco della pandemia. Palestre che siano riconducibili ad un plesso scolastico, che sono la stragrande maggioranza.
primi passi
«Il Comune di Ferrara e gli altri comuni si sono mossi e hanno dissipato il rischio che le palestre potessero diventare altro – spiega Alessandro Fortini, presidente territoriale Fipav, in prima linea nel portare avanti la sensibilizzazione su questo problema sociale nell’attuale situazione emergenziale – c’è stato qualche rarissimo esempio di impianti chiusi, ma si tratta di situazioni marginali, palestre già poco utilizzate«».
Manca però la risoluzione del problema più grave, par di intuire... «Sì, la questione della sanificazione» .
E Fortini spiega com’è la situazione attuale: «Secondo la normativa attuale dettata dal Miur, il dirigente consegna alle società l’impianto sanificato, tipo alle ore 17 e lo deve ricevere alle, per esempio, ore 23. Naturalmente la chiede sanificata. C’è un Covid-manager, figura di riferimento che garantisce tutto questo. Le incertezze sono queste: ogni società deve avere un Covid-manager? Le società si possono mettere d’accordo su una figura unica? Troveranno qualcuno che si prende questa responsabilità per la sua società ma anche per le altre? ».
la certificazione
Poi le sanificazioni certificate... «Quali aziende lo possono fare? Ogni società deve incaricare una propria azienda? Le sanificazioni devono avvenire ad ogni cambio di società: le ore in palestra dureranno 10’ in meno per tutti. E gli spogliatoi? Si potranno utilizzare? Tutte domande ancora senza risposta, mentre si avvicina il momento di riprendere le attività».
Da questo punto di vista, presidente Fortini, avete lanciato proposte? «Sì, l’esempio da seguire può essere quello di Bergamo, città simbolo, no? Hanno fatto un appalto unico per le sanificazioni in tutte le palestre delle città. Hanno poi individuato un Covid-manager per ogni impianto. Sollecitiamo decisioni in tal senso per evitare perdite di tempo ed avere chiarezza sul ritorno alle attività». Ed è altrettanto evidente come agire in fretta sia indispensabile, considerato che tra un mese l’attività giovanile dovrebbe ripartire. —
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