Tramec, Fava vuole i tifosi al Palasport «Porte aperte o il campionato non parte»
Basket Serie A2/M. Il presidente di Cento felice dopo il ripescaggio e fiducioso, ma lancia un allarme
la gioia
La Tramec si risveglia nuovamente in A2, 15 mesi dopo. Con una società che, più esperta, strutturata e forte, ha voluto riprovarci. A tutti i costi. Non è mai stato un mistero che la possibilità di tornare a calcare i parquet della categoria superiore fosse alta. Stavolta tutto è stato fatto ad arte, non sgarrando di una virgola. Anticipando di settimane la produzione di tutta la documentazione necessaria. Quando si è capito che le porte della A2 stavano aprendosi, la società ha chiuso la campagna acquisti con l'ingaggio degli stranieri; poi l'attesa con solo un po' di "ansia" fino a giovedì 6.
il patron
Il presidente Gianni Fava è raggiante. Felice di come si sia conclusa la grande attesa e pronto a ricominciare. In fondo la storia della Benedetto in serie A2 inizia solo con un anno di ritardo: «È stata lunga, qualcosa sapevamo ma il timore c'era sempre. Anche se la fiducia era tanta, soprattutto dopo l'incontro avuto con i vertici federali - apre Fava -; abbiamo nuovamente espresso la volontà di tornare in A2, di volerci riprovare. Ribadendo che quanto accaduto un anno prima è stato un banale errore. Da lì in poi eravamo certi che le possibilità di ripescaggio fossero molte, abbiamo fatto tutto in anticipo; i controlli della Com.te.c. hanno confermato che la documentazione era completa già da un mese e mezzo, e i parametri molto buoni. Ora ripartiamo».
Il numero uno biancorosso racconta di come sia venuta di getto, senza alcun dubbio, la volontà di presentare domanda di ripescaggio. Troppo male era terminata la prima esperienza. E troppo grande è il bagaglio che si porterà dietro: «Èrrori di gioventù e notevole componente di sfortuna. I costi ora sono nettamente inferiori - continua Fava - all’epoca lievitarono quando siamo corsi ai ripari, ricordate tutto quello che è accaduto? Appena terminata l'ultima stagione in B abbiamo fatto due conti, visto che con un piccolo ritocco si poteva fare, fiducioso che gli sponsor ci avrebbero seguito. In fondo tra costruire una squadra di B per vincere e una di A2 per salvarsi la differenza di costi non è abissale. L'ultimo anno è finito bene, gli sponsor non ci hanno lasciati e potevamo ripartire puliti. E così, con tutta l'esperienza maturata abbiamo deciso di chiedere il ripescaggio per poter disputare un campionato tranquillo, e con un occhio al bilancio».
lo staff
La convinzione di essersi messo nelle mani giuste, quelle di Belletti e Mecacci che hanno, nell'incertezza della categoria, costruito una buona squadra: «Mi pare un gruppo coeso che parte dallo zoccolo duro di chi già era con noi l'anno scorso e che pensiamo possano far bene anche in A2; abbiamo tanta fiducia in Petrovic, viene a Cento molto volentieri e con tanta voglia di crescere ancora. Poi c'è stato il ritorno di Gasparin che due anni fa ha manifestato impegno fino alla fine ed è tornato volentieri. In questo contesto siamo riusciti ad avvicinarci ai due americani poi ingaggiati. Sherrod non si discute. Lo conosciamo già, è in Italia ormai da anni, l'altro giorno l'ho sentito in video chiamata, mi dicono che umanamente sia super. Mi ha fatto un'ottima impressione. Cotton ha grande potenzialità, viene da un infortunio. Gli ho parlato, mi ha detto che sta bene. Se Mecacci lo ha preferito a Roberts vorrà dire qualcosa. Ho molta fiducia in Mecacci e in Belletti. Sono stati fatti innesti importanti in un gruppo coeso di cui Alex Ranuzzi sarà il capitano».
girone e impianto
Ultime considerazioni di Fava sul girone e sul ritorno nel palazzetto centese: «Dal punto di vista della competitività il girone è più agevole dell'altro, per quanto riguarda le trasferte no. Si va molto lontano, trasferte da fare in due giorni; a parte qualche partita difficilmente arriverà pubblico da fuori. Sulla carta ce la giochiamo. Soprattutto a Cento, nel nostro Palazzetto. I lavori procedono bene, tutto di ottimo livello; con tanto di parquet da Eurolega, con la doppia colorazione. Ora la grana è legata all'incertezza del pubblico che potrà entrare; attendiamo chiarezza ma sento di poter dire che o si gioca a porte aperte o il campionato non parte neanche. L'A2 ha tanti costi, non ci sono diritti tv, gli sponsor sono determinanti. Torniamo a Cento e vogliamo fare abbonamenti. Intendiamo sapere, poi ci adegueremo». —
Simone Gagliardi
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