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Braiati e il protocollo per giocare: «Non facile ma possibile»

alessandro bassi
Braiati e il protocollo per giocare: «Non facile ma possibile»

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La federazione nazionale dei Dilettanti ha finalmente emesso il protocollo sanitario sulle misure da attuare in vista del prossimo campionato. Non è uno strumento agile, dato che sono 36 pagine allegati inclusi, ma almeno ora ci sono delle certezza da cui partire. Per farla breve: serviranno autocertificazioni in numero tale da rendere difficile la vita all’Amazzonia per produrre i fogli, programmi sanitari, aree specifiche realizzate in maniera tale da minimizzare i rischi. E poi mascherine, attenzione ai servizi igienici, medici praticamente sempre presenti, spazio per il distanziamento sociale, prova della temperatura agli ingressi e così via. In generale, nulla che non si faccia già, per esempio, negli edifici pubblici.

riflessione

Abbiamo chiesto al presidente della Lnd emiliana, Paolo Braiati, un primo parere. «In generale - dice - speravo che il provvedimento fosse più semplice. Ma va considerato che deve valere in tutta Italia, dai dilettanti fino ai pulcini, ed un certo grado di complessità fosse prevedibile. Oltre tutto, si lascia lo spazio ai provvedimenti delle singole regioni, quindi si tratta di un provvedimento che potrà subire della variazioni, e speriamo che siano variazioni tese a rendere il lavoro più semplice nel rispetto delle garanzie della salute».

«Perché non possiamo e non dobbiamo dimenticare che il Covid esiste ancora - allerta Braiati - e che non si può abbassare la guardia. Dopo aver considerato che si tratta di un provvedimento complicato, che va letto attentamente ed applicato scrupolosamente, non possiamo non considerare che la squadra di Terza categoria, o la piccola società giovanile, avranno dei problemi diversi da quelli delle grandi società, magari di serie D o con molte squadre».

«Però va anche detto che, andando a vedere le disposizioni, non c’è nulla che non sia fattibile, anche se magari ci saranno delle complicazioni sul piano delle certificazioni e delle norme strettamente sanitarie. Ma con un po’ di tempo e del lavoro, si potrà comunque osservare il protocollo. Non sarà facile, ma sarà possibile. Potrebbe essere un buon momento per sistemare gli impianti sportivi e realizzare dei lavori per migliorarli».

format

«Finora pare non sia stata una priorità, ma d’ora in poi sarà necessario. Piuttosto - conclude con una certa amarezza Braiati -, sembra quasi che molte società, anche se non tutte (l’Argentana, per esempio, ha già avviato un programma di salvaguardia sanitaria di questo tipo per le giovanili; ndr) siano più preoccupate delle molte retrocessioni, dei format dei campionati e delle trasferte piuttosto che delle misure per evitare i contagi. Che ci sarebbero state molte retrocessioni, quest’anno, lo avevamo detto da subito. Che il Cvovid non sia sparito è meglio che ce lo ripetiamo». —

alessandro bassi

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