Ecco Marino «Voglio la Spal piacevole ma vincente»
Il trainer si presenta e indica la via tra estetica e concretezza Intanto il sindaco Fabbri gli telefona: felice che sia qui con noi
ferrara
La giornata di Pasquale Marino, da nuovo allenatore della Spal, inizia con una telefonata. E, subito dopo, uno sguardo attento al guardaroba. Primo giorno ufficiale in biancazzurro, per il tecnico che dovrà dare un senso alla parola “rinascita”. Squilla il telefono, lo chiama il sindaco Alan Fabbri per dargli il suo personale benvenuto in città. «Siamo felici di accogliere una personalità di grande esperienza - dice il primo cittadino -: sono sicuro che a Ferrara si troverà bene». Poco dopo Marino arriva nella sala hospitality del Mazza, si presenta alla stampa. È elegante. Determinato. Già immerso nel pianeta Spal.
Cravatta ufficiale del club, camicia bianca e giacca blu. Polsini con gemelli color oro. È abituato a riflettori e responsabilità. La serie B è il suo territorio di caccia. «Ferrara è piazza ambita - esordisce -: società importante, con strutture che permettono di lavorare bene. Mi è piaciuta la discrezione che la società ha avuto nell’approccio: ero ad Empoli, i dirigenti spallini hanno avuto fiducia e la pazienza di aspettarmi». In realtà era noto che, in Toscana, il trainer non sarebbe rimasto. «Avevo deciso di non rimanere - conferma Marino - perché volutamente a gennaio avevo firmato un contratto solo per pochi mesi. Avevo trovato una struttura tecnica già esistente e per un periodo breve non aveva senso stravolgerla. Però ho la necessità di lavorare col mio staff: con loro posso esprimere tutto quello che ho dentro».
Pertanto, ciao Empoli ed eccolo alla Spal dove riavrà come vice il fidato Max Mezzini (ex punta biancazzurra) e altri due collaboratori che stanno per accordarsi con la Spal.
Okay, ma cosa ha “dentro” Marino? «I miei obiettivi - dice fissando negli occhi l’interlocutore - sono fare della Spal una squadra competitiva nel prossimo campionato. Voglio proporre un calcio piacevole, ma redditizio. Non solo estetica, pure concretezza. Però deve essere chiaro che oggi ci sono difficoltà maggiori, in quanto i tempi per costruire la rosa sono ristretti».
Il raduno è previsto giovedì 20, due giorni dopo al Centro di via Copparo scatterà la preparazione. Tutto in sede. Vicino alla gente. «Ho scelto la Spal anche perché ricordo l’entusiasmo di Ferrara - spiega Marino -: lo stadio è bellissimo, il pubblico rappresenta l’uomo in più. Poi i dirigenti mi hanno fatto sentire l’orgoglio e la responsabilità di essere biancazzurro. Sarà un anno importante per tutti».
Tremendamente complesso. «Sì, in serie B ci saranno società importanti. Ambiziose - mette le mani avanti il nocchiero spallino -; ci attende un campionato duro». Si può comunque ritenere che la società voglia, quantomeno, puntare ai playoff. Marino sospira, rammentando che finora a lui la post season - già raggiunta almeno tre volte - è sempre andata male. Ma poi, mister Pasquale sorride: «Visto come è andata l’ultima sfida con l’Empoli chiederò a Zamuner di prendermi un rigorista affidabile al cento per cento».
La settimana scorsa il suo Empoli è stato eliminato per un gol dal Chievo dopo aver sbagliato due rigori. Ecco, girare pagina è una necessità inderogabile per tutti. —
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