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Mattioli punge: ora tiri in porta e non passaggi al portiere

Marco Nagliati
Mattioli punge: ora tiri in porta e non passaggi al portiere

Il presidente Spal gradisce il nuovo modulo e pizzica l’ex Semplici. In passato troppi retropassaggi e una manovra poco incisiva

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FERRARA.  Sarà dura e sarà lunga. Walter Mattioli ancora fatica a metabolizzare la retrocessione certificata da una fase post lockdown tremenda per prestazioni e risultati. Intanto, tuffarsi nella nuova stagione può essere un buon balsamo. L’arrivo di Pasquale Marino ha fatto transitare i pensieri del presidente dal passato al futuro. «Con il tecnico ci siamo conosciuti martedì - racconta Mattioli - e subito abbiamo fatto un paio d’ore di riunione per analizzare la situazione tecnica e capire cosa fare sul mercato. Il primo impatto tra di noi è stato veramente positivo».

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«Faremo un lavoro d’assieme - aggiunge il presidente biancazzurro -: tutte le scelte saranno condivise tra la proprietà e l’area tecnica. Poi Gazzoli ci spiegherà se certe cose potremo farle o meno». Come dire che il direttore generale sarà una sorta di ministro delle finanze che avrà un quadro d’assieme sulle potenzialità della cassaforte spallina. Certo non immune dagli effetti del Covid-19 e da una lunga serie di mancati incassi. Botteghino del Mazza in primis. Tanto è vero che la Spal, come annunciato giusto mercoledì, ha siglato con Bper un accordo pluriennale per un finanziamento di tre milioni di euro. Un passo - tra i primi in Italia per quanto riguarda l’ambito sportivo - che servirà per la gestione dei costi del personale, capitale sociale e investimenti. Mattioli si sofferma però sull’aspetto sportivo. «Quest’anno voglio garantire soddisfazioni ai nostri tifosi. Anzi, diciamo che vorrei... L’anno scorso già dall’inizio qualcosa non ha funzionato. Ecco, se si parte senza intoppi il futuro sarà roseo».

E poi, una stoccata e uno slancio verso il campo: «Sono contento del modulo di gioco che intende proporre Marino (il 4-3-3; ndr), dopo gli anni di Semplici. Forse vedremo più passaggi verso la porta avversaria e meno verso il nostro portiere. Sono curioso e non vedo l’ora che si inizi».

Convinzione

Non ci sarà molto da attendere, in questo calcio figlio del coronavirus. Tra sei giorni la Spal sarà già chiamata a radunarsi. E Zamuner avrà il compito di allestire l’organico in fretta. Ieri, intanto, il ds ha celebrato l’arrivo di Marino: «Sono molto felice di essere riuscito a portarlo a Ferrara - dice il diesse -, lo conosco da tanto e la mia amicizia con Mezzini non c’entra con questa scelta. Mi piace il modo che ha Marino di intendere il calcio: propositivo».

«Il nostro nuovo allenatore ha accettato di affrontare con noi le difficoltà che si potranno avere nella costruzione della squadra - aggiunge Zamuner -; però sono convinto che faremo un ottimo lavoro e che Marino riuscirà a far divertire i tifosi della Spal».

Porte semichiuse

Intanto una piccola promessa da parte del neo trainer spallino: i primi giorni della settimana gli allenamenti potrebbero essere spesso aperti al pubblico. Per garantire sostegno e mantenere una sorta di vicinanza tra squadra e tifosi. Solo le sedute tattiche a ridosso delle partite saranno a porte chiuse. Empatia con la gente? «Quando si vince mi riesce più facile» scherza Marino. —

Marco Nagliati

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