Martelossi no limits «Per il Kleb vedo un torneo di alto livello Cento è pronta»
L’ex allenatore estense ora è senior assistant e manager di Udine Dal suo osservatorio analizza il prossimo campionato di A2 di basket
l’intervista
E’ ritornato nella sua Udine, dove sarà senior assistant coach della prima squadra e direttore tecnico dell’area sportiva. Alberto Martelossi ha allenato Kenny Hasbrouck a Ferrara e ieri pomeriggio ha parlato a 360° di quello che sarà il nuovo torneo.
Nuove rivali, formula con più gare da disputare: che campionato aspettarsi?
«Il 2020 resterà sempre la stagione dell’anomalia – dice ‘Martello’ -, per quanto è successo e per come si riprenderà: pensare di fare il campionato a 27 squadre è la cosa peggiore che possa capitare nella logica dei numeri. Bisogna adattarsi e apprezzare tutti coloro che hanno provato a dare una logica di soluzione nell’ambito delle 27 squadre. C’è un passaggio fondamentale…».
Quale?
«Il fare più partite è stato centrato parzialmente, questa è una stagione dove riempire le piazze e i palazzetti sarà ancora più importante dei risultati del campo. Per fare questo forse sarebbero servite ancora più gare, però obiettivamente non era facile in tempi così ristretti: speriamo di sfruttare tutti bene questi tempi».
Imprescindibile sarà giocare a porte aperte o comunque semi aperte...
«Il basket a porte chiuse non può esistere. La forza e la convinzione sussistono quando c’è compattezza di opinione e mi pare che su questa opinione ci sia stata convergenza da parte di tutti i club. Anch’io sono d’accordo, nei limiti del possibile: fra il giocare con i palazzetti aperti e il non giocare, se dovesse servire una via di mezzo per un po’ di tempo, beh, bisogna farlo».
Parliamo del Kleb?
«Una squadra che mantiene l’ossatura e lo stesso allenatore per più anni, addirittura non solamente due ma di più, è ovvio che ha un grandissimo vantaggio. Se poi questo è il club che ha pure una radice nella città, di storicità e di entusiasmo, come del resto di cultura cestistica e di palazzetto, questo è un valore veramente aggiunto. Mi meraviglierei se il Kleb non facesse un torneo di alto livello, pur nel rispetto della complessità del campionato, che presumibilmente ritornerà ad essere a livello di due-tre stagioni fa».
Come vede la Benedetto XIV Cento?
«Ha aggiunto al nucleo dell’anno passato due americani, Cotton e Sherrod, che conoscono la realtà italiana. Dopo aver avuto la fortuna di conoscere da vicino due-tre anni fa la società di Cento con i suoi dirigenti e il suo ambiente, dico che piangeva il cuore vederla nella difficoltà della stagione che ha portato alla retrocessione in Serie B. Anche Cento è una piazza di basket, è finalmente riuscita a ritornare nel posto in cui merita e che certamente manterrà in futuro, anche perché sono certo che farà tesoro degli errori commessi in passato. È pronta. La ciliegina sulla torta sarà l’atteso palazzo dello sport, valore aggiunto: Cento è uno dei campi che incidono».
Che Apu Udine avete costruito?
«Di anno in anno parliamo di una realtà sempre cresciuta. Quest’anno, causa Covid, avremo un budget tagliato di circa il 30%, crediamo comunque di aver costruito una squadra intelligente, con possibilità di miglioramento. Gli under Deangeli e Mobio avranno un carico importante nei ruoli fra l’ala piccola e quella forte».
Parlando di lei, come si sta trovando in questo nuovo ruolo?
«Devo dire che sono molto contento, carico e motivato a svolgere questo ruolo che ho contribuito a modellare. Nella vita moderna scoprire delle novità nell’ambito del proprio lavoro, creando nuovi stimoli, beh, può essere sempre positivo, per me e per chi mi sta vicino. Bello stimolo, considerando che lo abbino a un senso di rivincita rispetto al risultato sportivo di due anni fa, come del resto lo abbino al fatto di essere nella mia città natale: non è certamente una cosa da poco». —
Lorenzo Montanari
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