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Branduani e i ricordi belli col biancazzurro addosso «Che grande abbraccio dopo il pari con l’Arezzo»

valentina cristiani
Branduani e i ricordi belli col biancazzurro addosso «Che grande abbraccio dopo il pari con l’Arezzo»

L’ex portiere della promozione in serie B con mister Semplici la scorsa stagione era nell’Empoli guidato dal neo trainer estense 

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l’intervista

«Ho lavorato insieme a Pasquale Marino questi ultimi mesi all’Empoli e desidero fargli un grosso in bocca al lupo essendo divenuto il nuovo allenatore della Spal». Sono le parole dell’ex portiere biancazzurro Paolo Branduani che quest’anno, da gennaio ad inizio agosto, è stato allenato con i toscani dal tecnico di Marsala. «Del mio anno e mezzo spallino (2015-2017; ndr) porto sicuramente tanti bei ricordi - dice Branduani - tra cui la prima gara di campionato vinta (Spal-Lucchese 3-0; ndr), la partita della vittoria del campionato (Spal-Arezzo 1-1; ndr) con due giornate d’anticipo, nonché il mio esordio con la Spal in B contro il Vicenza».

Un aneddoto divertente di quelle stagioni?

«Mi ricordo il tabellone dei cambi con cui Contini scrisse B e il numero dei punti fatti in campionato alla festa promozione».

Una partita che le è rimasta nel cuore?

«Se devo sceglierne una, senza dubbio dico Spal-Arezzo quando al triplice fischio finale fummo abbracciati dai tifosi per il ritorno in serie B. E fu un’emozione fortissima».

Degli ex colleghi spallini chi sente ancora?

«Dei miei ex compagni sento spesso Meret e poi ogni tanto ho qualche scambio di messaggi con Contini, Lazzari, Silvestri e Gasparetto».

Ferrara che città è?

«È una città bellissima dove mi sono trovato benissimo anche con mia moglie e mio figlio. La gente è molto cordiale, ricordo con piacere il calore dei tifosi che anche per strada ti salutavano sempre».

Oltre alle cessioni di Antenucci e Lazzari, e all’infortunio dell’esterno difensivo Fares, a cosa imputa la retrocessione di quest’anno?

«Le varie partenze e gli infortuni possono aver influito sulla retrocessione, senza dimenticare il periodo del lockdown che ha un po’ cambiato gli equilibri. È stata una stagione strana dove sicuramente si poteva fare di più. Sono quelle annate che possono capitare».

Quante colpe hanno i mister Semplici e Gigi Di Biagio?

«Le colpe quando le cose vanno male non possono ricadere su singole persone ma devono essere suddivise tra tutti. Pertanto non credo ne abbia di particolare Di Biagio, ma neppure Semplici che ha fatto la storia recente della Spal e che ho avuto il piacere di avere come allenatore nel mio periodo alla Spal».

La partita chiave in negativo può essere stata quella con la Spal in vantaggio sul Milan 2-0, poi pareggiata dai rossoneri al fotofinish?

«La partita con il Milan è stata solo la punta dell’iceberg. I problemi sono stati durante tutto l’anno, contro i rossoneri ormai il danno era quasi completamente fatto».

Passiamo all’attualità. Nella fase due del lockdown, la ripresa del campionato senza pubblico può aver danneggiato in particolare la Spal in fase recupero punti in classifica, piuttosto che altre squadre?

«Sicuramente le squadre con un tifo come quello spallino possono avere avuto un qualcosa in meno dato che la curva Ovest non ha mai fatto mancare il suo apporto alla squadra sia nei momenti felici che in quelli tristi. E quindi, magari nelle partite casalinghe, potevano dare uno slancio in più alla squadra». —

valentina cristiani

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