Finelli pronto alla sfida: «Kleb ambizioso Cento ha imparato dagli errori del passato»
Basket serie A2. L’ex coach di Ferrara fa le carte alla stagione e con la sua Scafati ambisce ad un posto in prima fila
l’intervista
Ultimo fine settimana bolognese per coach Alex Finelli, ex tecnico del Basket Club e da questa stagione condottiero di Scafati. Una compagine costruita dal patron Longobardi con l’obiettivo del successo finale. Finelli conosce alla perfezione il torneo e le realtà di casa nostra, Kleb Basket Ferrara e Benedetto XIV Cento.
Finelli, che campionato prevede?
«Anzitutto è una bella notizia per tutti poter riprendere l’attività – dice il coach di Scafati –; sono stati sei mesi lunghissimi, difficili: speriamo di poter ricominciare e farlo nel migliore dei modi. Giovedì sera guardavo Sassari-Milano, ci sono state su Dinamo Tv più di 50 mila visualizzazioni, a livello personale avevo un grande desiderio di vedere una partita fra due squadre italiane nella nuova stagione. Come me sono tanti a pensarla così. C’è grande emozione per questa ripresa».
Una considerazione sul prossimo campionato?
«Abbiamo dei gironi nuovi, ma direi che cambia poco: sappiamo che l’A2 è un campionato altamente equilibrato, hanno mischiato le squadre in maniera differente, ma ci sono comunque tante squadre interessanti in entrambi i gironi. In ogni raggruppamento ci sono formazioni con un bel potenziale per vincere il campionato».
Chi vorrà provare a vincere il campionato è la sua Scafati. È così?
«Sappiamo di aver costruito una squadra di primissimo livello per giocare per il successo finale. In questo ho avuto la fortuna di trovare un club e un proprietario come Nello Longobardi che, in un momento particolare, hanno idee chiare e grande ambizione. La forte volontà del patron di allestire una squadra competitiva è stata decisiva per fare arrivare due americani di primissimo livello come Culpepper e Thomas, che tre stagioni fa hanno contribuito a portare Cantù ai playoff in A1. A loro va aggiunto un gruppo di italiani con curriculum importanti».
«Ci sono tre italiani veterani, che conoscono benissimo la lega, parlo di Marino, Musso e Sergio - aggiunge Finelli -, che avranno un’importante leadership all’interno dello spogliatoio per esperienza e personalità. Abbiamo altri tre italiani in rampa di lancio, che possono ambire a crescere come carriera: Rossato, Cucci e Benvenuti. Il tutto non dimenticando un giovane come Sabatino, che ha fatto molto bene l’anno passato all’Eurobasket Roma. C’è un bel mix».
Ferrara ha confermato il nucleo che tanto bene aveva fatto la scorsa stagione, aggiungendo, come voi, due americani top della categoria come Hasbrouck e Pacher. Scelta giusta?
«Il Kleb ha dato grande continuità, cosa che fece già l’anno precedente. Mi ricorda un po’ quello che capitò a Mantova la scorsa stagione: dopo un’annata in crescendo confermammo sei italiani, aggiungendo due americani, Clarke e Lawson, in grado di poter veramente dare un valore aggiunto importante. Ferrara ha fatto un’importante scelta di continuità, c’è la continuità nel gruppo dei giocatori italiani, parliamo di Panni, Vencato, Zampini, Ebeling, Fantoni e Baldassarre, che conoscono la realtà e stanno bene fra di loro. Hasbrouck e Pacher sono due americani di grande affidabilità per la categoria. Ricetta vincente, che potrà portare risultati: la continuità appartiene a pochi, passo importante per il Kleb che, come Scafati, Napoli, Forlì e Ravenna, partirà con ambizioni».
Parliamo di Cento?
«Avrà imparato tanto dall’esperienza di due anni or sono, ogni realtà impara dagli errori: ora Cento potrà programmare al meglio questa stagione. C’è una bella continuità nello staff, con il duo Belletti-Mecacci. Parlando della squadra, dico che Sherrod è una garanzia per l’A2. Cotton? Ha giocato a un livello superiore, ma Sherrod in particolare credo possa essere un giocatore importante per aiutare il gruppo dei giocatori italiani che proviene dalla B».
«E non dimentico il fattore campo: quando parlavo di aver assimilato alcune esperienze precedenti, dico che poter partire giocando a Cento ha per la Benedetto XIV tutto un altro sapore rispetto ad avere San Lazzaro come campo delle gare interne». —
Lorenzo Montanari
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