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Il Masi Torello per l’attacco sceglie la linea verde Ma resta sul mercato

alessandro bassi

In difesa e a centrocampo il dirigente Quarella ritiene che la rosa sia già adeguata In avanti un occhio sui giovani però un esperto può arrivare

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MASI TORELLO

Il dirigente operativo del Masi Torello Voghiera, Graziano Quarella, è sempre molto chiaro nell’illustrare i programmi e non ha paura di compiere delle scelte societarie anche di non immediata comprensibilità, ma che a lungo andare, generalmente, pagano. «Abbiamo puntato su un gruppo giovane e su di un allenatore emergente. E crediamo che il prossimo campionato sarà condizionato dalle scelte di questo momento. Non ci sono sicurezze, non ci sono date, gli sponsor sono incerti. Lasciarsi andare a manie di grandezza sarà ancora più sbagliato di quanto non sia di solito. Noi puntiamo e punteremo sui giovani».

«In difesa resta Bassoli - dice Quarella - e nel reparto al posto di Skabar abbiamo inserito una certezza come Franceschini. In attacco abbiamo inserito diversi ragazzi interessanti, a partire da Buzzoni e Cattani. Poi il fratello del Sarto che già era con noi, e rimane Sartori. Siamo in contatto con la Spal per un ragazzo molto interessante come Vitali».

«Certo, manca la garanzia che poteva rappresentare Gherlinzoni - ammette il dirigente -, ma dato che dobbiamo schierare dei fuoriquota puntiamo a schierarli in attacco, che è poi il reparto che necessita di maggiori inserimenti. Il problema è che i giovani vanno messi alla prova, non tenuti in panchina, e farli giocare in un contesto solido ed equilibrato credo sia l’idea di base da seguire. A centrocampo siamo ben sistemati, in difesa anche. Io non credo che puntare sui giovani in attacco sia un rischio, ma una opportunità. E poi c’è la possibilità di impiegare Guerzoni in un ruolo diverso, una nuova disposizione tattica».

Un centravanti, o comunque un attaccante solido, però, potrebbe fare comodo. «E infatti restiamo attenti al mercato. Ma non intendiamo cercare una punta solo perché è tale. Non intendiamo prendere un attaccane solo per il nome o per la carriera. Se dovessimo trovare una punta che si integra con il gruppo e può dare un contributo veramente importante, un giocatore in grado di fare veramente la differenza, ci si può muovere. Altrimenti meglio puntare sui giovani e cercare di metterli in condizione di dare il meglio. Alla fine - conclude ridendo Quarella con una frecciatina al rigorista dello scorso anno Gilli andato altrove - possiamo sempre mettere Franceschini a fare il centravanti. Perlomeno lui non sbaglia i rigori». —

alessandro bassi

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