Dal Cif al Ctc 20: per le società «Tutelarle in un momento duro»
Nasce il Comitato territoriale calcio con base nella nostra provincia Presidente l’ex calciatore e sindaco Rossi: per un aiuto nelle relazioni
la novità
Una volta c’era il Cif, il Club intersocietario ferrarese, capace di comprendere tutte le principali società di calcio dilettantistico della nostra provincia, con principali referenti Walter Mattioli (ora presidente Spal) e Paolo Braiati (ora presidente del Crer, massimo organo federale in regione). Il Cif di fatto non è ancora stato sepolto del tutto, tanto è vero che in passato alcuni dei vecchi componenti provarono a ridarvi vita, ma senza fortuna.
Quando nacque (alla fine degli anni ’90), il Cif fu fondamentale per le società, dava supporto di vario genere, organizzava incontri a tema e - soprattutto - permetteva di poter avanzare richieste al Comitato regionale, considerato il peso di un organo che racchiudeva la quasi totalità dei club ferraresi.
Insomma, fu un’esperienza importante purtroppo durata poco per i troppi impegni dei principali responsabili, ma oggi c’è un gruppo di amici, legati dalla passione per il calcio, che superando i confini territoriali ha deciso di riformare un organo al servizio delle società.
ctc20
Si chiama Comitato territoriale calcio, ha già un proprio sito ufficiale (https://sites.google.com/view/ctc20) ed una pagina Facebook, nonché un presidente, anche se la nascita ufficiale avverrà a settembre. «La nostra mission è quella di rappresentare, tutelare e promuovere le relazioni fra le società calcistiche e le Federazioni, al fine di salvaguardare e qualificare il mondo-calcio attraverso un contributo competente, proattivo, sano e sportivo», viene scritto sul sito.
Presidente sarà Nicola Rossi, ex sindaco di Copparo (ed ex attaccante di razza), al suo fianco gli amici fondatori Sergio Cestari, Stefano Grimaldi e Paolo Tabacchi, a loro volta ex calciatori (Cestari ora è allenatore), oltre ai consiglieri Stefano Galiera ed Emanuele Pirani.
Al Ctc20 stanno già aderendo società da tutta la regione, «e si dicono tutti entusiasti per questa iniziativa - ci dice Rossi -, d’altronde siamo partiti con umiltà nell’intero territorio regionale, consapevoli delle difficoltà attraversate dal movimento dilettantistico, Covid a parte. Non vogliamo fare guerra ad alcuno e non abbiamo obiettivi di carriera, bensì solo la voglia di perorare la causa delle società. Io ora ho più tempo libero, con me ci sono veri amici, persone che da anni sono nel calcio con identica passione. Il sogno? Formare i dirigenti, aiutarli nella gestione di una società per favorire il ricambio generazionale». —
d.b.
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