Del Moro vede nel Kleb gli ingredienti per il successo
Basket serie A2. Il direttore generale accende i riflettori sulla nuova stagione
l’intervista
Nel giorno del ritorno a Ferrara del basket di Serie A, con il test fra Reggio Emilia e Treviso, il Kleb si avvicina al momento della ripartenza. Il direttore generale Franco Del Moro ha fatto il punto a 360° in casa estense. «Chiunque ami il basket – dice - non può che aver voglia di rivedere i giocatori lottare per i colori che si portano nel cuore, guardare il pallone rimbalzare sul ferro o entrare nella retina. Contiamo i giorni e le ore, noi che lavoriamo per il Kleb, ma sono convinto che la medesima sensazione la prova ogni nostro tifoso».
La squadra
«Il fatto di aver confermato il nucleo degli italiani, meritevoli tutti, per impegno, serietà e risultati, di far parte nuovamente del Kleb, ritengo possa essere un vantaggio, rispetto a società che, per motivi vari, hanno modificato o dovuto cambiare la struttura della squadra - spiega Del Moro -. Non parlo solamente delle qualità tecniche dei nostri giocatori, ma anche di quelle umane, che sono davvero di alto livello. La scorsa stagione, un atteggiamento che abbiamo apprezzato molto, è stato vedere che ognuno cercava di dare una mano all’altro: sempre».
«Questo ha dato grande solidità al gruppo e una identità ben definita che è piaciuta molto all’interno della nostra società e certamente anche ai nostri tifosi. Essere riusciti a confermarli tutti è stata davvero una grande mossa, bisogna dare merito al presidente D’Auria, che ha avallato ogni tipo di scelta, di John Ebeling, di coach Leka e mia. Hasbrouck e Pacher? Abbiamo la consapevolezza di aver messo a disposizione di coach Leka due grandi stranieri. Ennesimo grazie al nostro presidente, sempre pronto e disponibile, quando gli si prospettava la possibilità di poter migliorare l’organico. I nostri tifosi sicuramente non potranno recriminare sul lavoro fatto dalla società».
Il campionato
«Sarà un campionato tutto nuovo e da scoprire, al di là del girone cambiato e di moltissime società che hanno modificato i roster, così come partire tardi rispetto agli anni passati sarà un’incognita. Diventa fondamentale il lavoro dei preparatori atletici e noi abbiamo Andrea Schincaglia, fra i più promettenti in questo settore. Le trasferte saranno molto più lunghe e sotto l’aspetto del bilancio economico peseranno sicuramente. Sarà però stimolante affrontare nuove società. Ci saranno pro e contro: un contro potrebbero essere i sei turni infrasettimanali che comprimeranno non poco i tempi della stagione regolare, rendendo più difficile preparare le sfide, ma questa sarà una problematica per tutti. Dovesse perdurare la linea degli ingressi contingentati, beh, sarà un grande dispiacere: la speranza e il desiderio di ognuno è che i tifosi possano assistere alle gare e di trovare presto, da questo punto di vista, una quadra che possa soddisfare tutti. Perché non vediamo l’ora di riprendere da dove abbiamo lasciato e di goderci di nuovo lo sport più bello e spettacolare che amiamo profondamente».
«In società, nonostante la situazione particolare, siamo comunque contenti - aggiunge Del Moro -: perché dal presidente in giù, tutti abbiamo lavorato per farci trovare pronti e per regalare ai nostri tifosi e ai partner che ci supporteranno anche in questa stagione tante emozioni e soddisfazioni. La squadra è stata costruita con grande acume e raziocinio E i ragazzi, appena è stato possibile, dimostrando anch’essi grande professionalità ed attaccamento ai colori, hanno cominciato ad allenarsi senza smettere se non per qualche giorno di meritate vacanze; per cui gli ‘ingredienti’ per una stagione coinvolgente per il Kleb ci sono, manca solo la ciliegina di sapere se potremo, e quando, avere al nostro fianco il popolo biancazzurro nella sua interezza. Il basket è uno spettacolo, senza i tifosi perde la sua fondamentale scenografia e di conseguenza la sua straordinarietà».
Kleb Ragusa
«È stata un’operazione di grande importanza per il Kleb e, ritengo, anche per il movimento. Cercare collaborazioni, dove oltre all’aspetto sportivo possono nascere rapporti imprenditoriali, credo sia di fondamentale utilità: unisce l'importanza dell’aspetto sociale dello sport a quello, imprescindibile, che è la basilare necessità di profitti economici per dare continuità alla riuscita di progetti e programmazioni di crescita e di sviluppo dello sport; senza i quali, l’aspetto sociale dello sport non potrebbe avere vita se non a livello amatoriale. Aver intrapreso e sposato questo progetto, siamo convinti che, ovviamente con un po’ di pazienza, potrà che giovare alle società e alle aziende legate alle stesse. Per questa stagione si è scelta un’ identità ragusana: il progetto è un altro impegno molto stimolante». —
Lorenzo Montanari
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
