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Schwoch avviso ai naviganti «Campionato di alto livello e molte piazze ambiziose»

Alessio Duatti
Schwoch avviso ai naviganti «Campionato di alto livello e molte piazze ambiziose»

L’ex giocatore spallino è opinionista televisivo e da qualche anno segue nel dettaglio la serie B: il prossimo sarà un torneo al top 

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l’intervista

I sacrifici, il sudore, un’autentica gavetta iniziata nell’Interregionale, l’esordio tra i professionisti con la maglia della Spal nella stagione 89/90 e le successive molteplici affermazioni in serie B che l’hanno incoronato tra i più formidabili bomber cadetti di sempre. Stefan Schwoch è rimasto talmente legato alla categoria che dal 2018 commenta le partite di B per l’emittente televisiva Dazn.

Il cinquantenne nativo di Bolzano, divenuto una bandiera del Vicenza nella parte finale della sua carriera, mantiene straordinari ricordi legati a Ferrara e al mondo Spal.

Schwoch, come prima cosa parliamo di quella che potrà essere la prossima serie B.

«Sarà un campionato sicuramente molto interessante. Sono retrocesse piazze importanti come Ferrara, Lecce e Brescia e ne sono salite di ambiziose. Vedo un torneo di alto livello, nel quale ci saranno più squadre che punteranno diritte alla promozione. Non dimentichiamo che a parte le nuove, ci sono anche formazioni con grande voglia di rivalsa che quest’anno hanno visto l’obiettivo mancato per poco o che proprio non sono state protagoniste nonostante i piani ambiziosi: vedi la Cremonese».

Un peccato vivere almeno la parte iniziale di quest’avventura senza pubblico…

«Sì, devo dire che è tutto un altro calcio: non goduto al 100%. Ma allo stesso tempo penso che finché non si troverà qualcosa di utile per sconfiggere definitivamente questo virus, occorrerà continuare a prendere accorgimenti sanitari. Anche per il rispetto di chi è mancato durante i mesi difficili, delle rispettive famiglie e di chi lavora all’interno nella sanità e che non va dimenticato».

Com’è cambiata la cadetteria in questi ultimi anni?

«Ci sono sicuramente più squadre votate al gioco d’attacco. Davvero molti allenatori, vedi Italiano che ha fatto salire lo Spezia, hanno fatto del gioco l’arma principale. Sempre più squadre hanno un’idea propositiva. Oltre a questo, occorre sempre abbinare la giusta dose di quantità perché il torneo è equilibrato e pieno di sorprese».

Pasquale Marino e Giorgio Zamuner: due nomi giusti per il rilancio della Spal?

«L’allenatore è esperto, ha già vinto molto ed è una garanzia. Se prendi un mister così significa che hai piani ambiziosi. Per quanto riguarda Giorgio è uno che ha già buona esperienza: seppur in serie C ha vinto un campionato a Padova, vanta un notevole bagaglio calcistico e come Mezzini conosce bene ogni dinamica della città di Ferrara. Sono sicuro che farà di tutto per portare la Spal in A».

Da bomber a bomber. Paloschi potrà tornar utile o sarà difficile riprendersi dopo anni difficili anche scendendo di una categoria?

«Se Alberto decide di rimanere a Ferrara con la mentalità e lo spirito giusti, averlo in serie B è un lusso. Da quello che ho visto è sempre uno che si dà molto da fare in campo. È un generoso, magari a volte è risultato poco lucido anche per quello».

Pare che la Spal punterà molto sui giovani. Tra alcuni di quelli visti nel finale di campionato di A e i rientranti dai prestiti. Come Salvatore Esposito e Davide Mazzocco…

«Sono due giocatori molto interessanti e che ci possono stare benissimo in una rosa di B che punta a dir la sua. Come sempre in questi casi all’allenatore serve il giusto mix tra gioventù ed esperienza per far rendere tutti al meglio. Ma le qualità ci sono. In B stiamo scoprendo ogni anno ragazzi molto interessanti».

Ci racconta un po’ i suoi ricordi di Ferrara?

«Beh è una città a cui sono molto legato, è veramente bella ed è un posto ottimo per far calcio. La stagione 89/90 è stata molto particolare. Ero poco più che maggiorenne, arrivato appena finito il servizio militare: la Spal aveva fatto una campagna acquisti importantissima con presidente Ravani per vincere la C2. Purtroppo poi la stagione non è andata bene. In rosa c’erano ragazzi di valore come Magnocavallo, Cini, Mosele, Labardi con cui abitavo assieme e diversi altri. Abbiamo cambiato due allenatori, prima Magistrelli poi Santin».

«A un certo punto per una serie di circostanze mancava il terzino sinistro e mi son proposto di farlo io - ricorda Schwoch - . Ho praticamente giocato tutto il campionato in quel ruolo che ovviamente non era il mio naturale. Poi l’anno dopo andai a Crevalcore, mentre a Ferrara arrivò proprio Massimo Mezzini tanto per rimanere in tema con un altro riferimento d’attualità». –

Alessio Duatti

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