Cus, decisa l’autoretrocessione Sarà serie C con pieno d’amarezza
Rugby. Ieri la dirigenza ha scelto di effettuare un passo indietro Pochi giocatori disponibili e la necessità di dare spazio ai giovani
la scelta
Il Cus Ferrara rugby lascia il titolo di serie B per iscriversi al campionato di serie C. Questo il verdetto dell’agosto bianconero diventato ancor più torrido per i tentativi fatti in extremis per salvare la cadetteria.
I contatti con il Villadose, società polesana leader in C1 – atti ad una collaborazione che facesse schierare una serie B ed una C -, non sono andati a buon fine (da norme federali sarebbe stato perso il titolo di C1) e così il termine imposto dalla Fir del 22 agosto per l’iscrizione ai campionati ha visto i ragazzi di Dardani e Secco inseriti nel panel della C.
C’è amarezza generalizzata nell’ambiente ovale ferrarese. Che il momento fosse critico si sapeva; il Covid ha dato una spallata ad una squadra che, con l’abbandono di alcuni giocatori in un reparto cardine come la prima linea, l’indisponibilità di Pasa e il trasferimento di capitan Bondoni a Formigine per quel che riguarda i trequarti e gli universitari a casa con lezioni on line, era diventato traballante.
la necessità
«È stata una decisione difficile che abbiamo dovuto prendere per necessità derivata da dati oggettivi come il numero di atleti in rosa - dice il tecnico cussino Dario Dardani -, ma abbiamo preferito scendere di categoria per tutelare i nostri ragazzi in uscita dalle giovanili che sarebbero inseriti nell’organico della prima squadra in un campionato decisamente più abbordabile rispetto alla serie B».La società ha iscritto tutte le categorie giovanili ai rispettivi campionati, ma vien da pensare – come è successo in passato - che anche qualche under 18 possa essere dirottato fra i “grandi”. La decisione finale sarà presa dopo aver verificato chi anche a fatti e non solo a parole darà la propria disponibilità.
Il Cus Ferrara aveva riconquistato la serie B nel 2017 con 19 successi ed una sconfitta rocambolesca in 20 incontri, mantenendo la categoria fra delibere federali e spareggi negli anni successivi. Autoretrocessione amara, come detto, ma necessaria ed è una strada intrapresa da tantissimi club lungo la penisola. Oltre a San Donà e Medicei Firenze, che hanno rinunciato alla massima serie, almeno 5 squadre di A e 7 di B risultano in crisi. Al consiglio federale di mercoledì il compito di ratificare il tutto, tralasciando almeno per il momento il lato temporale della stagione, anche se si parla di una ripresa non prima del mese di novembre.
le rivali
La C1 emiliana la prossima stagione si presenta di tutto rispetto con la Reno Bologna e le formazioni cadette di Noceto e Lyons Piacenza che non nascondono velleità di promozione. Regolarmente iscritta alla serie A la compagine femminile, che avrà ancor più tempo di quella maschile per sistemare la rosa, dato che il torneo sarà subordinato all’attività internazionale autunnale. La dirigenza ha contatti avviati con altre realtà, in attesa di definizione. —
Dario Cavaliere
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