braiati tra riforma e nuovo mandato
Un dirigente appassionato che non cede il passo davanti alla nuova realtà che l’emergenza sanitaria impone al calcio dilettantistico regionale. Al suo movimento. Paolo Braiati studia, propone, combatte. E rilancia. Il presidente del Crer ha deciso, salvo sorprese e/o ripensamenti, di ricandidarsi, di essere in lizza per un nuovo mandato (elezioni intorno al 10 gennaio).
Nel frattempo fa i conti con la matassa da sbrogliare: «La riforma dei format era indispensabile, articolata nella formula molti gironi-poche squadre. Tutto ciò al fine di far calare numero e costi delle trasferte, oltre che le distanze delle stesse. E poi, l’aspetto basilare: dotarsi di finestre disponibili in caso di nuovo stop. Improponibili gironi a 18 squadre, slittando l’avvio dei campionati non ci sarebbe poi stato il tempo per farli concludere. Così in Eccellenza si è optato per un format da 14 squadre per girone con 6 ripescaggi. Avevo rimarcato già al principio della pandemia che quella a venire sarebbe stata una stagione di transizione. Gli ultimi avvenimenti ci stanno dando ragione: ci sono 500-600 casi di contagiati al giorno, con società toccate dalla problematica. I nuovi format con 14 squadre per girone in Eccellenza, Promozione e Prima Categoria, e 12 in Seconda, consente lo slittamento delle date e dà un certo respiro».
Ma la partita non è certo terminata. Andranno messe a punto ancora tante cosettine. Braiati è pronto. —
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