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Gherardi, celebrati 50 anni di passione Dal 1970 un percorso emozionante

Alessio Duatti

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Una storia meravigliosa, tutta pressoché improntata a livello amatoriale e che recentemente ha visto la maxi celebrazione dei cinquant’anni di vita.

la storia

Siamo a Gherardi, in una piccola località della provincia situata a pochi chilometri da Iolanda di Savoia. Un paese che da mezzo secolo porta avanti una straordinaria passione per il calcio. 1970-2020, è questo l’arco temporale che è recentemente stato celebrato dalla società biancoviola nell’ambito della Sagra del Riso di Iolanda, con una serata compartecipata con il volontariato che organizza gli eventi nella località e completamente dedicata a chi ha partecipato alla storia di questo movimento sportivo. Presenti almeno circa 115 protagonisti tra i quali Leonardo Ramari (il presidente attuale), ma soprattutto Pier Marco Tieghi che da ben quarant’anni siede come allenatore sulla panchina del Gherardi. Sì, è una sorta di record pressoché inimmaginabile in un mondo che non sia quello del sano e passionale calcio amatoriale.

l’allenatore

«La nostra storia – ci spiega mister Tieghi – è iniziata nel 1970, in quegli anni io giocavo a calcio assieme a diversi amici del paese. Da quando siamo partiti il movimento non si è mai fermato, nemmeno per una sola stagione. Siamo sempre stati una società che ha fatto prima calcio giovanile e poi amatoriale (Arci, Csi e ora Superlega con gli Over 35; ndr). Il presidentissimo storico della società è stato mio padre, Odino Boni (Tieghi porta il cognome della madre; ndr), ma vorrei citare anche don Fernando Scarpa che fin dall’inizio è stato una figura determinante per l’allestimento del campo sportivo».

impianti e ricordi

Manto erboso che da quattro anni a questa parte non risulta più essere la sede di gioco del Gherardi (che pratica a Iolanda), ma il verde viene comunque curato e gli spogliatoi fungono da prezioso magazzino per il materiale sportivo. Il suggestivo spazio dei ricordi è stato invece creato nel 2016: vicino alla biblioteca di Iolanda e precisamente in una sala che l’amministrazione comunale ha concesso al Gherardi Calcio. Qui, Tieghi ed i suoi collaboratori hanno allestito un vero e proprio museo con i trofei vinti, le maglie storiche, le fotografie e tutto ciò che profuma di passato. Il museo è anche stato visitato dal presidente della Spal, Walter Mattioli, uno che di calcio dilettanti ne ha masticato parecchio e che davanti ai cimeli biancoviola è rimasto colpito. Anche dalle foto e dai video di Salvatore Bagni, sceso in campo come avversario sul terreno di Gherardi durante una sfida amatoriale (regionale) col suo team “Dorando Pietri” di Carpi.

colori e gufo

Ma perché a Gherardi i colori sono il biancoviola e c’è un gufo come simbolo? «Quando siamo nati – spiega Tieghi – in paese c’era un signore, Piero Occhi, tifosissimo della Fiorentina di Antognoni. Ci ha regalato una maglia originale e da quel momento i colori sociali sono diventati quelli. Per quanto riguarda il simbolo, tutto nasce da un gufo che io e mio padre trovammo nel parcheggio del campo sportivo e che salvammo portandolo alla Lipu di Ferrara».—

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