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Fares ceduto alle condizioni della Spal Vinto il braccio di ferro con la Lazio

Paolo Negri
Fares ceduto alle condizioni della Spal Vinto il braccio di ferro con la Lazio

Capolavoro del direttore sportivo Zamuner che ottiene dai capitolini solo il cash voluto: 8 milioni fissi più 2 di bonus

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Avere la meglio su un osso tradizionalmente duro quale il presidente laziale Claudio Lotito, e su un direttore sportivo notoriamente parsimonioso – e con l’occhio lungo negli affari – come Igli Tare, non è mai semplice. Raramente gli interlocutori escono vincenti da un braccio di ferro con i vertici del club capitolino. Giorgio Zamuner, invece, ce l’ha fatta.



Il plenipotenziario dell’area tecnica spallina è riuscito a cedere Mohamed Fares alla Lazio e lo ha fatto alle sue condizioni. A quelle della società biancazzurra. La Spal voleva 10 milioni senza contropartite tecniche, e 10 milioni ha ottenuto. Tutti in liquidità: 8 di fisso, immediati, e altri 2 di bonus a obiettivi. Un’impresa. Zamuner ha tenuto duro, ha bleffato, ha rilanciato, è stato intransigente. E alla fine è stato premiato. Un successo incredibile, se si pensa a questi tempi di miseria economica (anche calcistica) da Covid-19. E se non ci si dimentica che Fares viene ceduto a 10 dopo una stagione da 8 presenze (presenze, non partite) a causa della rottura del crociato subìta nell’agosto di un anno fa, quando era in procinto di passare all’Inter per 12 milioni dopo un’annata da 35 partite e 3 gol e dal titolo di campione d’Africa con la Nazionale algerina ((poi l’affare è saltato a causa di quell’infortunio). Chi vuole, colga la differenza tra le due trattative.

La fumata bianca, dopo le avvisaglie delle ore precedenti, è arrivata ieri. Si attendono solo gli annunci ufficiali, che potrebbero slittare di qualche giorno. A Fares la Lazio garantisce un contratto quinquennale da 1,5 milioni a salire stagione per stagione.



Sistemato questo fondamentale dossier, adesso Zamuner lavora su altri fronti. E va registrato un asse molto caldo con lo Spezia neo-promosso in serie A ed il cui nuovo d.s. Mauro Meluso è in ottimi rapporti con il suo collega spallino. Per il 4-3-3 di mister Italiano lo Spezia valuta Gabriel Strefezza. La Spal allungherebbe il contratto all’ala brasiliana in scadenza nel 2022 e poi lo cederebbe eventualmente ai liguri con la formula di un prestito oneroso con i soliti vincoli di riscatto. Operazione teoricamente anche senza il rinnovo contrattuale, ma Strefezza non è la priorità dei bianconeri in questo momento. Spal e Spezia stanno dialogando soprattutto a proposito di Alessandro Murgia, che ha espresso la volontà di giocare in serie A ed il cui lungo contratto (fino al 2024) a 700.000 euro annui è incompatibile con i parametri spallini in B. La formula sarebbe il prestito con obbligo. Curiosità.



Nell’ambito di tutto ciò, alla Spal dai bianconeri dovrebbe arrivare-tornare Luca Mora, storico leader biancazzurro degli anni della doppia promozione. Mora è legato allo Spezia fino al 2021, ieri ha eseguito i tamponi e sostenuto il primo allenamento con le Aquile, ma è tra i partenti. Alla Spal firmerebbe un contratto di due anni, o di uno più opzione.



Mister Marino, poi, gradirebbe il 22enne centrale Riccardo Marchizza, giovane ma già collaudato in B (58 presenze tra Avellino, Crotone e Spezia). È mancino e rientra al Sassuolo, con cui la Spal fa affari. Però è molto quotato e vorrebbe misurarsi in A.



Se maturassero queste operazioni, in aggiunta alle entrate di Zortea (dall’Atalanta), Sala, Sernicola e Brignola (tutti e tre dal Sassuolo), Bidaoui e un centravanti (Cernigoi, o il sogno Riviere o un giovane) e di almeno un paio dei giovani interisti di cui parliamo a parte, la Spal sarebbe quasi fatta. Occhio però al nodo portiere: l’Atalanta si sta fiondando su Meret, quindi Berisha non tornerebbe a Bergamo: Carnesecchi arriverebbe comunque o no?–



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