Fares ceduto alle condizioni della Spal Vinto il braccio di ferro con la Lazio
Capolavoro del direttore sportivo Zamuner che ottiene dai capitolini solo il cash voluto: 8 milioni fissi più 2 di bonus
ferrara
Avere la meglio su un osso tradizionalmente duro quale il presidente laziale Claudio Lotito, e su un direttore sportivo notoriamente parsimonioso – e con l’occhio lungo negli affari – come Igli Tare, non è mai semplice. Raramente gli interlocutori escono vincenti da un braccio di ferro con i vertici del club capitolino. Giorgio Zamuner, invece, ce l’ha fatta.
Il plenipotenziario dell’area tecnica spallina è riuscito a cedere Mohamed Fares alla Lazio e lo ha fatto alle sue condizioni. A quelle della società biancazzurra. La Spal voleva 10 milioni senza contropartite tecniche, e 10 milioni ha ottenuto. Tutti in liquidità: 8 di fisso, immediati, e altri 2 di bonus a obiettivi. Un’impresa. Zamuner ha tenuto duro, ha bleffato, ha rilanciato, è stato intransigente. E alla fine è stato premiato. Un successo incredibile, se si pensa a questi tempi di miseria economica (anche calcistica) da Covid-19. E se non ci si dimentica che Fares viene ceduto a 10 dopo una stagione da 8 presenze (presenze, non partite) a causa della rottura del crociato subìta nell’agosto di un anno fa, quando era in procinto di passare all’Inter per 12 milioni dopo un’annata da 35 partite e 3 gol e dal titolo di campione d’Africa con la Nazionale algerina ((poi l’affare è saltato a causa di quell’infortunio). Chi vuole, colga la differenza tra le due trattative.
La fumata bianca, dopo le avvisaglie delle ore precedenti, è arrivata ieri. Si attendono solo gli annunci ufficiali, che potrebbero slittare di qualche giorno. A Fares la Lazio garantisce un contratto quinquennale da 1,5 milioni a salire stagione per stagione.
Sistemato questo fondamentale dossier, adesso Zamuner lavora su altri fronti. E va registrato un asse molto caldo con lo Spezia neo-promosso in serie A ed il cui nuovo d.s. Mauro Meluso è in ottimi rapporti con il suo collega spallino. Per il 4-3-3 di mister Italiano lo Spezia valuta Gabriel Strefezza. La Spal allungherebbe il contratto all’ala brasiliana in scadenza nel 2022 e poi lo cederebbe eventualmente ai liguri con la formula di un prestito oneroso con i soliti vincoli di riscatto. Operazione teoricamente anche senza il rinnovo contrattuale, ma Strefezza non è la priorità dei bianconeri in questo momento. Spal e Spezia stanno dialogando soprattutto a proposito di Alessandro Murgia, che ha espresso la volontà di giocare in serie A ed il cui lungo contratto (fino al 2024) a 700.000 euro annui è incompatibile con i parametri spallini in B. La formula sarebbe il prestito con obbligo. Curiosità.
Nell’ambito di tutto ciò, alla Spal dai bianconeri dovrebbe arrivare-tornare Luca Mora, storico leader biancazzurro degli anni della doppia promozione. Mora è legato allo Spezia fino al 2021, ieri ha eseguito i tamponi e sostenuto il primo allenamento con le Aquile, ma è tra i partenti. Alla Spal firmerebbe un contratto di due anni, o di uno più opzione.
Mister Marino, poi, gradirebbe il 22enne centrale Riccardo Marchizza, giovane ma già collaudato in B (58 presenze tra Avellino, Crotone e Spezia). È mancino e rientra al Sassuolo, con cui la Spal fa affari. Però è molto quotato e vorrebbe misurarsi in A.
Se maturassero queste operazioni, in aggiunta alle entrate di Zortea (dall’Atalanta), Sala, Sernicola e Brignola (tutti e tre dal Sassuolo), Bidaoui e un centravanti (Cernigoi, o il sogno Riviere o un giovane) e di almeno un paio dei giovani interisti di cui parliamo a parte, la Spal sarebbe quasi fatta. Occhio però al nodo portiere: l’Atalanta si sta fiondando su Meret, quindi Berisha non tornerebbe a Bergamo: Carnesecchi arriverebbe comunque o no?–
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