Slovenia sugli scudi al Tour Vince Pogacar, Roglic leader Odissea per Aru, è ritiro
LARUNS (francia)
Dalla Slovenia con furore. Da una parte il talento cristallino di Tadej Pogacar, alla prima vittoria in carriera al Tour. Dall’altra la classe di Primoz Roglic che strappa il secondo posto e si prende la maglia gialla sfruttando il crollo di Adam Yates. È lui il candidato naturale al trionfo di Parigi, anche se di chilometri sotto le ruote ne devono passare ancora tanti. E di salite ce ne saranno molte, alcune selettive e altre decisive (come la crono del penultimo giorno alla Planche des Belles Filles).
Ieri a Laruns, nella seconda giornata tosta sui Pirenei, c’è stata anche la debacle pesante di Fabio Aru. Il sardo si ritira dopo essersi staccato in pianura, ben prima delle asperità di giornata. Pesantissimo a riguardo il commento di Beppe Saronni (uno dei dirigenti della sua squadra, la Uae) che ha parlato di «Errori gravi nei tecnici che hanno scelto di convocarlo per il Tour» e di un corridore: «Che ci ha deluso per l’ennesima volta e che non è capace di reagire a livello caratteriale». In pratica, il ben servito in diretta tv. Non ha tutti i torti Saronni, visto che la Uae ha finalmente trovato un leader vero (Pogacar), ma al tempo stesso perde un uomo che poteva aiutarlo in salita.
Al secondo posto nella generale ora c’è Egan Bernal, staccato di 21 secondi. Segnali incoraggianti dal campione in carica. Il leader della Ineos sta, col tempo, trovando la gamba giusta. Nota di merito anche per il giovane Marc Hirschi, in fuga solitaria per tantissimi chilometri e beffato proprio sulla linea del traguardo. Oggi al Tour verrà osservata una giornata di riposo. Verranno effettuati i tamponi di routine, la speranza è che domani si possa ripartire (con una tappa in pianura) senza ansie. —
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