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Due anni di Top Secret al Kleb Puntando ai vertici della classifica

Marco Nagliati
Due anni di Top Secret al Kleb Puntando ai vertici della classifica

Presentato ieri l’accordo biennale tra l’azienda ferrarese e il team di D’Auria Obiettivi massimi e sfida anche al Covid. Pacher: «Qui un livello molto alto»

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Rapida come un tiro da tre fuori dagli schemi, inattesa come un’invenzione di un fuoriclasse. L’intesa biennale tra la Top Secret di Matteo Mazzoni (agenzia nazionale di security e investigazioni) e il Kleb Basket del presidente Francesco D’Auria è stata una “giocata” da campioni. Improvvisa perché non c’è stata una lunga teoria di incontri interlocutori, veloce in quanto è bastato un caffè per siglare l’accordo. Un azienda ferrarese (ma con sedi anche a Milano, Verona, Firenze, Venezia, Bologna e Roma) che si unisce per due stagioni all’ambizioso team cestistico cittadino. La firma è stata annunciata qualche giorno fa, ieri la presentazione nel dettaglio.



«Ero a Positano in vacanza - spiega il presidente dell’azienda Mazzoni -, in spiaggia, quando ho ricevuto una telefonata: perché non fai il grande salto? Ci ho pensato pochi secondi: okay, parliamone». L’interlocutore la Cassa Padana, l’idea diventare main sponsor del Kleb. Mazzoni, va detto, appassionato già era e in rapporti professionali con D’Auria da tempo. Un incontro in banca, la sintonia immediata. La firma. Ecco compiuto il “grande salto”. Mazzoni amplia la riflessione: «La nostra bandiera è la professionalità ai massimi livelli, ci piace lavorare con dei professionisti».

Al suo fianco gongola Francesco D’Auria. Attorniato dal suo stato maggiore. Il direttore gnerale Franco del Moro, il responsabile marketing Paolo Alberti. Dietro le quinte il ds John Ebeling col figlio Michele.

In tempi perigliosi, il KBF si rafforza. Consolida le posizioni. Una buona parte degli sponsor della scorsa annata sta progressivamente confermando la partnership. Controcorrente tra le onde del coronavirus.



«Stiamo costruendo una squadra più forte di quella dell’anno scorso - esclama D’Auria –; inoltre, in tempi bui non è facile avere un main sponsor con accordo biennale. Grazie al mio staff il Kleb sta ottenendo sempre più fiducia tra gli imprenditori. Lanciamo un segnale: il Covid non deve essere un alibi». La società ha entusiasmo e progettualità, mancherebbe solo il pubblico. Sospiro. «È un tema che in Lega affrontiamo tutti i giorni - sussurra D’Auria -: per la Supercoppa di ottobre speriamo di potere ottenere l’apertura al 25% e per il campionato di novembre al 50%. Dipenderà anche dall’evoluzione del virus».



Rilassato e vispo Paolo Alberti, una sorta di ministro delle finanze. Nel senso che reperire risorse, in quanto responsabile marketing, tocca in gran parte a lui. Come ha trascorso l’estate la racconta con tocco lieve e un’anima da studi classici liceali: «Ogni giorno il presidente mi telefonava annunciandomi un acquisto o una riconferma. Abbiamo preso questo e preso quello, firmato Hasbrouck e rinnovato con Vencato. Sì, okay dicevo... Ma, usando un latinismo, replicavo a D’Auria: chi paga?». Ed ecco il contributo di Top Secret, mentre a fianco Ebeling ridacchia e il “pres” sorride. Volto disteso anche per Pacher, il neo acquisto: «L’anno scorso ho visto diverse partite del Kleb - dice l’ala pivot - ed ho notato quanto giocavano bene assieme. Poi l’arrivo di Hasbrouck garantisce un livello molto alto. Ho tanta fiducia». Ad oggi, come tutto l’universo biancazzurro. E non è un segreto. —



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