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La filosofia di Marino: precisa cultura tattica e non tatticismi L’impronta si vede già

p.n.
La filosofia di Marino: precisa cultura tattica e non tatticismi L’impronta si vede già

La prima amichevole contro il Pontedera ha permesso di cogliere i dettami del nuovo allenatore, che ora attende la definizione della rosa 

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l’analisi

Tra tatticismo e cultura tattica c’è una profonda differenza. La Spal edizione 2020/2021, da quanto si è già capito, farà prova di cultura tattica e non di tatticismo.

impianto e alternative

Gioco propositivo, ricerca della costruzione, partecipazione collettiva, manovra verticale. Queste le indicazioni del test di domenica contro il Pontedera. Vinto 2-1 in rimonta passando da un modulo all’altro. Prima il 4-3-3 che dovrebbe essere la traccia di base, poi il 3-4-3. Non contano gli interpreti, che da qui al 5 ottobre, data di chiusura del mercato, dovrebbero cambiare in numero robusto, ma l’impianto, il concetto. La filosofia, appunto. Quella di mister Pasquale Marino. Che, da quanto intuito, è assai stuzzicato dal 3-4-3. Il modulo lo intriga, d’altra parte è quello che gli valse i primi successi alla guida del Paternò, praticando un calcio che un’inchiesta giudicò «il migliore d’Europa», e poi del Foggia con DeZerbi, Del Core, Catalano e Greco ma anche Assennato e Pennacchietti.

L’attuabilità dipenderà dagli avversari (contro squadre a una punta non verranno “sprecati” tre centrali) e dagli uomini che avrà definitivamente a disposizione. Intanto fa studiare gli alunni che stanno frequentando le aule del Centro.

gli esterni

In un 3-4-3 i laterali della linea mediana potranno essere Dickmann e D’Alessandro, o D’Alessandro e il neo-acquisto Sala (non ancora collaudato in quanto “via” con l’Under 21), mentre il fronte offensivo potrebbe risultare composto da Brignola (prossimamente vedremo anche l’ex sassolese), Paloschi e Di Francesco. È emerso chiaramente che Marino tiene in alta considerazione l’ipotesi di D’Alessandro (destro) laterale sinistro dei quattro di mezzo, come l’ex udinese è già stato utilizzato in Friuli. L’allenatore ritiene che gli garantisca spinta, capacità di saltare l’uomo, bravura nello sfruttare la fascia. Liberata da Di Francesco. Nel senso che nel tridente (che sia nel 4-3-3 come nel 3-4-3) gli esterni non sono ali vecchia maniera che battono la fascia e arrivano sul fondo, ma attaccanti chiamati a convergere sia per il liberare la corsia a vantaggio delle sovrapposizioni di terzini e mezzeali, sia per andare alla battuta a rete (il primo gol di Di Francesco al Pontedera) sia per appoggiarsi sul centravanti e concludere (il raddoppio dello stesso Di Francesco). Per questo Marino ama schierare un destro a sinistra e viceversa, affinché sfruttino il piede forte. Se non lo ha fatto in pieno con i toscani è perché gli mancava il mancino da mettere a destra.

da capire

Poi bisognerà vedere altre cose. Chi sarà il metronomo (Esposito è piaciuto molto, ma si cerca anche un regista più navigato), con quale assetto si giocherà a centrocampo (restasse un pieno di mezzeali, si partirebbe probabilmente “a tre”), andrà capito se con Paloschi e non Floccari o se con Floccari e non Paloschi lo sviluppo della manovra sarà diverso o no, e quale sarà la presenza in area avversaria. Così come ci si chiede se il giovane Spaltro (domenica usato terzino a sinistra per mancanza di opzioni) può essere confermato e diventare un’opzione come centrale di centrodestra nella difesa “a tre”. Venerdì il test con la Vis Pesaro che Galderisi ha impostato col 3-4-3 e che domenica ha dominato l’Ascoli al di là dell’1-1 finale, aiuterà ad avere altre risposte.—

p.n.

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