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Ieri in 490 presenti al via della Granfondo del Po E partenza stile Moto Gp

enrico ferranti

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Due regioni attraversate, quattordici Comuni “toccati” per due percorsi: 66 e 119 km. Una calda domenica di settembre ha poi fatto da sfondo alla sesta edizione della Granfondo del Po andata in scena ieri. Partenza in largo Castello, arrivo a Ferrara in via Bacchelli. In mezzo lo sconfinamento nel Rodigino per una classica del ciclismo amatoriale che non conosce confini: 490 i partecipanti (tutti molto allenati e preparati) provenienti da tutta Italia.

Un successo anche per questa edizione come sottolinea Simone Zannini, organizzatore della manifestazione: «È andata molto bene, sono soddisfatto. Non c’è stato nessun problema e zero segnalazioni sanitarie. Abbiamo preparato tutto nei minimi dettagli, questo per favorire le nuove regole anti Covid: l’attenzione nei distanziamenti è stata massima. Ogni ciclista, alla partenza, aveva la sua postazione assegnata tanto che sembrava di assistere ad una Moto Gp con una vera e propria griglia di partenza. Tutto si è svolto nella perfezione e l’auspicio è di proseguire su questa strada perché c’è la voglia di tornare alla normalità».

Buona la partecipazione delle squadre ferraresi, a partire da Ferrara Bike, Velofe e Berco. Da sottolineare anche la presenza di un fuoriclasse del calibro di Andrea Tafi, ex ciclista professionista vincitore di numerose gare nazionali ed internazionali, che non è voluto mancare a questa edizione della Granfondo del Po. Nel “corto” successo per Giordano Giuliani davanti ad Alessandro Motta e Domenico Prisco. Nel “lungo” s’è imposto Andrei Nechita davanti a Igor Zanetti e Andrea Ornofoli.

Il tragitto lungo: Ferrara, Pontelagoscuro, Polesella, Guarda Veneta, Crespino, Villanova Marchesana, Papozze, Bottrighe, Corbola, Ariano nel Polesine, Berra, Guarda, Ro Ferrarese ed arrivo a Ferrara in via Bachelli.

Il tragitto corto: Ferrara, Pontelagoscuro, Polesella, Ro Ferrarese, Coccanile Cesta, Cologna, Alberone, Zocca, Malborghetto di Boara ed arrivo sempre a Ferrara in via Bachelli. —

enrico ferranti

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