Ranuzzi e Mecacci, unione vincente La Tramec con fiducia verso il futuro
Alex, neo capitano dei centesi, promette duttilità e può coprire un ruolo anche sotto canestro «Il fatto di avere un allenatore come lui mi rende tranquillo»
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Una nuova tappa in serie A2 per l’ormai veterano Alex Ranuzzi, 34 anni a dicembre. Sceso in B per raggiungere successivamente la sua “vera” categoria con la Tramec Cento, che tanto lo aveva cercato e corteggiato nel corso degli anni senza però riuscire ad ingaggiarlo. Serie A2 raggiunta, da ripescati ma raggiunta. Ed ora, della nuova Tramec, Alex Ranuzzi è il capitano.
La categoria la conosce bene: tra Forlì, Mantova, Siena, Imola, Scafati e Latina, il biancorosso ha vissuto mille battaglie e non ha nessuna intenzione di fermarsi qui. Una scelta indiscutibile quella di consacrarlo “capitano”, non tanto per le qualità tecniche quanto per quelle umane. In campo ha già dimostrato, anche lo scorso anno in più di una occasione, di sapere quando è il momento giusto per alzare la voce, quando invece quello di placare gli animi e calmare i compagni per evitare conseguenze.
Decisione della società avallata da coach Mecacci, senza neppure consultare lo spogliatoio. Il capitano è lui: «Come primo impatto direi che questa squadra sia stata costruita bene, ci sono tanti giocatori che possono esprimersi in diversi ruoli, come piace al nostro allenatore - ha detto Ranuzzi -; è un bel mix tra giocatori che già hanno giocato in A2, altri più giovani che si daranno da fare per farsi vedere e crescere. E poi, gli stranieri: Sherrod è ormai un veterano, ho già giocato con lui a Scafati. Adesso l’importante è incominciare a creare un bel gruppo, in fretta. Ci vuole un buon clima per lavorare».
Il capitano è uno che in campo sa fare tante cose. E alla fine di ogni partita le statistiche sono sempre dalla sua. Se proprio non brilla per i punti realizzati, allora emergono i palloni recuperati, i rimbalzi o la difesa: quelle cose di cui ci si accorge di meno, però qualcosa di utile alla fine non manca mai.
Vista la scelta del ds Belletti e Mecacci di non andare su un lungo italiano esperto, Alex sa che quest’anno potrà essere utilizzato anche come secondo lungo, magari al fianco di Sherrod: «La cosa non mi spaventa, è un ruolo che in A2 ho già fatto a Imola con Ticchi allenatore. Facevo il “quattro”, ricordo delle belle battaglie contro gli americani. La cosa non mi fa paura perché Mecacci mi conosce benissimo come giocatore, sa perfettamente quello che posso fare e in che ruolo: il fatto che mi alleni lui mi fa stare molto tranquillo».
L’anno scorso ha vissuto l’anno di esilio a San Lazzaro, al Pala Benedetto sarà un’altra cosa: «Qui siamo a casa, è una sensazione completamente diversa, per noi e per i tifosi. Aspettiamo di sapere quanta gente potrà entrare, qui siamo a casa nostra». Intanto una bella notizia: sabato 10 ottobre alle 19.30 ci sarà l’inaugurazione ufficiale del rinnovato palasport. —
Simone Gagliardi
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