Trionfo italiano a Misano Morbidelli precede Bagnaia
Gara con un solo padrone sin dal primo giro, folla in delirio per i piloti di casa Valentino sfiora il podio, Dovizioso soltanto settimo ma ora in testa al Mondiale
misano (rimini)
Il momento in cui gli allievi hanno superato il maestro è arrivato, non metaforicamente ma in pista, a Misano, un’università dove Valentino è rettore. Morbidelli e Bagnaia hanno dimostrato di non avere più (quasi) nulla da imparare. Il primo si è messo davanti a tutti alla prima curva e ha passato l’esame con lode, andando in fuga e prendendosi la prima vittoria in MotoGp. Il secondo ha saltato Rossi a 7 giri dalla fine e per lui è stato il primo podio, un’ipoteca per l’ultimo posto nella squadra ufficiale Ducati il prossimo anno. Rossi avrebbe voluto completare il tris, non fosse che Mir ha deciso di toglierli la soddisfazione a una manciata di curve dal traguardo. «Chi ha avuto questa idea della Riders Academy? Non mi sembra per nulla buona, peccato che sia stata mia» ha indorato la pillola il Dottore, con l’orgoglio del papà che vede i suoi figli spiccare il volo.
La domenica di Misano, la prima aperta al pubblico con 10.000 spettatori sulle tribune, è stata una festa tricolore e nella buona riuscita c’è lo zampino del Dottore, uscito sconfitto solo in pista. In Moto2 avevano iniziato Luca Marini (suo fratello) e Marco Bezzecchi (altro allievo) a incantare, con Enea Bastianini a completare un podio in azzurro. In MotoGp Morbidelli e Bagnaia hanno terminato il capolavoro. Appena 6 anni fa l’Italia era finita ai confini dell’impero a due ruote, resistevano Rossi e Dovizioso, mancavano giovani. La Spagna dominava in lungo e in largo, sfornando talenti a ripetizione. Valentino e i suoi più stretti collaboratori iniziarono a pensare a una scuola per piloti. «Forse l’abbiamo fatto un po’ troppo presto, o forse sono diventati troppo forti troppo in fretta» ha continuato con l’ironia il Dottore. Franco era stato il primo a entrarvi, e anche il primo a mettere nella bacheca del Ranch un titolo mondiale, nel 2017 in Moto2. Impresa ripetuta da Pecco l’anno successivo, insieme a lui ieri sul podio. «Se ci fossi stato anch’io sarebbe stato qualcosa di storico» il rimpianto del Dottore, che pensa già a rifarsi fra qualche giorno ancora a Misano.
I suoi pupilli, però, non si sono dimenticati di lui. «Vale è un campione che ci ha messo a disposizione le sue strutture e la sua esperienza, per me è un amico ma lo chiamo “zio” per rispetto» ha certificato Morbidelli. «Ha una risposta per ogni domanda, è incredibile. Credo che ci aiutiamo a vicenda, per questo è ancora così forte» ha aggiunto Bagnaia. Così l’Italia è tornata a fare la voce grossa nel motomondiale grazie alle «Serpi allevate in seno - come le definisce scherzosamente Rossi -. Da ora in poi con Franco non parlerò più di moto, solo di calcio».
L’ultima volta che due piloti italiani finirono davanti a tutti in MotoGp fu nel 2017, quando ad Assen Valentino vinse la sua (per ora) ultima gara davanti a Danilo Petrucci. Morbidelli e Bagnaia potevano solo sognare quello che hanno realizzato ieri. La vecchia guardia, però, resiste e Dovizioso (nonostante un anonimo 7° posto ma grazie alla caduta di Quartararo) ora è in testa a un campionato in cui tutti possono coltivare sogni di gloria, con 7 piloti in 18 punti. Rossi è a -18, davanti a Morbidelli e già la prossima settimana si replica a Misano. La rivincita è servita. —
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