Trombetta: «Pochi giocatori e incertezza Scelte inevitabili»
La sezione rugby è in crisi ed ha perso U18 e squadra femminile: il responsabile spiega
il caso
Sono giorni febbrili per il rugby. In ambito nazionale la Federazione sta cercando di far ripartire i campionati e in ambito locale il Cus sta cercando di far quadrato al cospetto di una situazione che si può definire critica. La notizia del giorno è che quest’anno a Ferrara non ci sarà la formazione under 18 maschile e la squadra femminile non parteciperà al campionato Elite. Per le ragazze potrebbe esserci un ritorno alla Coppa Italia Seven. Una decisione sofferta, sportivamente parlando, che ha colpito la sezione ovale del Cus che si è trovata nella scomoda posizione di doversi difendere e giustificare con chi chiedeva spiegazioni.
progettazione
Il dibattito sui giornali e sui social non è stato rilanciato dal responsabile di sezione Claudio Trombetta che però oggi, a giochi fatti, ha deciso di parlare. «Nel clima di incertezza generale post Covid, tanto è stato detto a proposito ed a sproposito, ma prima, durante e dopo il lock down tanto è stato fatto e si continua a fare per il rugby ferrarese. Progetti che hanno scadenze lunghe, come è normale che sia per ottenere risultati stabili e significativi».
«Nell’immediato - dice Trombetta -, la ripresa della attività sportive è stata particolarmente impegnativa. Il decremento degli atleti nelle tre categorie di vertice ci ha portato a ricercare la migliore soluzione avendo a cuore prima di tutto il bene dei nostri atleti e, in secondo luogo, la salvaguardia del movimento rugbistico ferrarese. Ci siamo confrontati con altre società, con la Federazione, con i giocatori e con i genitori degli atleti juniores, presentando una situazione chiarissima dal punto di vista numerico: pochi atleti per tutte le categorie e in particolare per la seniores femminile che, fra abbandoni per studio e lavoro, non arrivava a contare su 20 giocatrici».
«Stesso discorso per seniores maschile e under 18. Quest'ultima, in particolare, poteva contare su soli 17 giocatori - precisa il dirigente -: un numero che rende improbabile portare a termine un campionato. Prima di abdicare abbiamo tentato di tutto, ma dalle interlocuzioni con la Federazione e con le altre società nulla di concreto è emerso. Rovigo ha dato disponibilità ad avviare un progetto di vivaio per i giocatori Juniores, accogliendo i nostri ragazzi, mentre il Valsugana ha dato analoga disponibilità per le nostre ragazze. Nulla di eclatante: anche noi – come già successo - accoglieremmo ben volentieri nuclei di giocatori a rimpolpare le nostre fila».
l’opportunità
Trombetta prosegue: «Avevamo prospettato, come da sempre avviene, l’opportunità agli atleti dell’under 18 di militare in prima squadra per garantire almeno a questa categoria una stagione tranquilla, ma pochi hanno optato per questa soluzione. Probabilmente le decisioni prese avrebbero potuto essere procrastinate in attesa di più precise indicazioni sulla ripresa dei campionati da parte della Federazione, ma, in questo momento di grandi incertezze, la necessità di avere punti fermi è risultata essere un'esigenza primaria per i nostri atleti più giovani e ancor di più per i loro genitori. C’è stata così la scelta di una grossa parte degli under 18 di non giocare in prima squadra preferendo un’avventura altrove. Discorso diverso, ma sempre in salita – sportivamente parlando - per le ragazze, le più esperte delle quali si accaseranno al Valsugana».
«A tutti questi giocatori auguriamo ogni bene - rilancia il responsabile di sezione -. A chi invece questa scelta l'ha subita e si trova oggi orfano della sua squadra, va il nostro più sentito dispiacere. Condividiamo il senso di vuoto che possono provare e sarà monito per continuare a lavorare per poter ridare presto a tutti una squadra. Di tutto questo ne parleremo il 21 settembre nella riunione indetta dal delegato territoriale della Fir. È necessario rimboccarsi le maniche, continuare a lavorare e raccogliere le forze di tutti, per mantenere vivo il rugby ferrarese. Parrebbe la cosa più importante ed invece in questi giorni quello che conta è cercare le colpe o difendersi da accuse: inutile e sterile attività nella quale non indulgeremo. Noi continueremo a lavorare sui progetti già impostati, analizzeremo quali sono le cause dell'abbandono giovanile, che ricordo ha comunque carattere fisiologico e come incrementare e rendere più efficace il reclutamento. A quelli che hanno voglia di dire la loro su come si “salva” il rugby ferrarese, ricordiamo che siamo ogni sera, dalle 19 in via Gramicia 41, pronti ad accoglierli nello staff». —
Dario Cavaliere
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