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Arini non dimentica come si fa «In serie B bisogna pedalare»

valentina cristiani
Arini non dimentica come si fa «In serie B bisogna pedalare»

L’ex centrocampista spallino ricorda l’anno della promozione in A e dà qualche consiglio in vista dell’imminente campionato cadetto che si annuncia equilibrato e difficilissimo 

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l’intervista

«Ho dei ricordi bellissimi della promozione in A con la Spal», spiega il 33enne Mariano Arini, polmone instancabile del centrocampo biancazzurro nella stagione 2016/2017 e fautore della promozione nella massima serie.

«È stata una cavalcata fantastica, compiuta da un gruppo di bravi giocatori ma soprattutto grandi uomini. La festa nella piazza gremita di gente mi è rimasta nel cuore».

Un aneddoto della stagione spallina?

«Dopo la trasferta di Carpi, dove abbiamo vinto 4-1, siamo rientrati allo stadio e, mentre tutti uscivano in macchina, io sono uscito per ultimo in bici e la gente che ci aspettava fuori era felicissima di questa cosa».

Con quali compagni di squadra ha legato maggiormente ed è rimasto in contatto?

«Mi sento spesso con Mirko Antenucci con cui ho un bel rapporto. Poi ho giocato altri due anni con Castagnetti, e con tanti altri mi sono rivisto in questi anni sui campi».

Nella sua carriera ha sempre alternato i ruoli: mezzala o mediano davanti alla difesa. Quale sente più suo?

«Entrambi. Quando però gioco da mezzala ho più libertà di inserimento e di arrivare in zona gol».

Per via del suo look veniva soprannominato "Il Samurai". Quando è nato questo soprannome?

«Proprio nell'anno alla Spal. Nello spogliatoio qualcuno ha iniziato a chiamarmi così e pian piano anche i tifosi hanno iniziato a darmi questo soprannome e alla fine sono diventato per tutti “Il Samurai”».

Un’analisi sulla retrocessione della Spal: era finito un ciclo? Quanti Samurai occorrono ora alla Spal per tornare in serie A?

«Tutti i cicli hanno un inizio e una fine, è inevitabile. Hanno pesato alcune cessioni importanti, alcuni infortuni, e il cambio di allenatore non ha dato la scossa sperata. È stata una stagione iniziata male e finita peggio. Per provare ora a risollevarsi occorre un gruppo coeso e forte mentalmente e.. un Samurai (scherza; ndr)».

La Spal attuale come differisce dalla sua allenata da mister Semplici? Chi può essere il leader nella prossima stagione?

«La nostra era una squadra con tanti giovani esordienti in categoria che poi sono diventati ottimi giocatori di A, con tanta fame. Avevamo un grande gruppo. Adesso, Vicari e Floccari possono esserne i trascinatori».

Pasquale Marino è il condottiero giusto per riportare la Spal nella massima serie? Può seguire le orme di Leonardo Semplici?

«Marino è un ottimo allenatore, con un’idea di calcio ben precisa, e credo sia ilmister giusto per riportare entusiasmo. Secondo me lui e Semplici hanno idee di calcio molto diverse».

Sarà una serie B molto competitiva. Con la squadra attuale, la Spal, in una ipotetica griglia di partenza, dove la colloca?

«Sicuramente sarà una B molto difficile e livellata. Le retrocesse dalla A chiaramente sulla carta partono un passo avanti alle altre ma poi è sempre il campo, pian piano, a delineare le griglie».

Gli ingredienti che servono alla Spal per lottare e ritornare subito in A? Si può ricreare una Spal 2016/2017 ?

«Bisogna subito calarsi nella categoria dove c'è bisogno di grinta, corsa, fame; se poi a questo unisci la qualità, allora puoi fare bene. Credo che quella Spal 2016/17 sia difficile da ricreare ma non per la bravura dei calciatori ma per l'alchimia che si era creata. L'alchimia si crea e basta, non puoi comprarla al calciomercato».

Come cambia il calcio senza gli spettatori sugli spalti?

«Semplicemente il calcio senza spettatori non è calcio. Bisogna trovare stimoli perché sembrano delle amichevoli».

Le piacerebbe un nuovo film a Ferrara dal titolo "Il ritorno del Samurai"?

«Diciamo che anche senza il film mi piacerebbe tanto “Il ritorno del Samurai”!».

Chiudiamo con un saluto ai tifosi spallini.

«Saluto con grande piacere tutti i tifosi biancazzurri. Ho un ricordo bellissimo di quell'anno e li ringrazio per tutti i messaggi di stima e affetto che mi hanno inviato in questi giorni». —

valentina cristiani

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