lo spirito vincente: meno suv e più bici
Non si vince per caso e non si vince solo per le cose di campo. La storia della Spal insegna che i successi più significativi sono giunti quando e quanto più era stretto e forte il rapporto tra la squadra ed il popolo. Giocatori, tifosi e città come un corpo unico, partecipando gli uni della realtà ferrarese, e viceversa.
È quanto emerge anche dalla bella intervista, qui a fianco, ad Ariano Arini, che rievoca qualche dettaglio della magica cavalcata del 2016/17. Quella di una squadra priva di grandi stelle (tranne due o tre, forse) ma coesa, “amica”, con identità e voglia di arrivare ed in perfetta simbiosi con Ferrara. Il piccolo, simpatico, solo apparentemente irrilevante (anzi, è tutto il contrario) aneddoto raccontato da Arini - lui che a sera, di ritorno da una trasferta, esce dallo stadio in bicicletta ricevendo l’ovazione dei tifosi - testimonia lo spirito che deve essere della Spal. Lo spirito da recuperare per questo nuovo campionato cadetto.
In bicicletta giravano anche Mezzini e Zamuner, quando erano alfieri dello squadrone gibìfabbriano, e loro - a distanza di tanti anni, ora tornati con ruoli di rilievo, viceallenatore e d.s. - in questa opera di ricostruzione dopo il triennio della serie A dovranno e potranno inculcare quei vecchi valori vincenti, certo da abbinare a qualità prettamente calcistiche.
La metafora è che la nuova Spal ha bisogno di meno Suv e più biciclette. —
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