La nuova vita della Sangiovannese Dopo un anno senza calcio si riparte con entusiasmo e idee
SAN GIOVANNI D’OSTELLATO
Nel cuore del Basso Ferrarese c’è una piccola frazione in cui il pallone è da sempre lo svago di praticanti e spettatori.
la rinascita
A San Giovanni di Ostellato, lo scorso anno (per una serie di difficoltà, in particolar modo economiche) il calcio è rimasto fermo con la non iscrizione al campionato Figc (nel passato la formazione bianco azzurra ha militato in Seconda e Terza). Ma l’impegno, la voglia e una sistemazione della società (la figura storica è Antonio Dolcetti) hanno fatto in modo che il calcio potesse ripartire. La manutenzione al centro sportivo non è mai mancata, anche grazie alla collaborazione di Alessandro Tuffanelli e da diversi mesi si sono infittiti i colloqui tra il nuovo sodalizio per avvicinare le fondamentali sponsorizzazioni e per iniziare ad allestire una rosa. Matteo Grassi, che della Sangiovannese è il presidente da una decina di anni, si è speso in prima persona per tutto ciò e ora può raccontare il momento con assoluta soddisfazione:
il presidente
«Devo dire che l’aver ridato il calcio al paese è già una vittoria, al di là di come andrà poi la stagione sportiva in termini di risultati. In tanti ci hanno creduto, ci tenevamo a ripartire perché nei nostri paesi è rimasto poco e la squadra di calcio è un simbolo fondamentale».
La Sangiovannese 2020/2021 ha affidato la conduzione tecnica a mister Simone Salmi che conosce già gran parte del principale gruppo di giovani giocatori arrivati qualche settimana fa al campo sportivo di via Mameli dove si sta svolgendo la preparazione atletica in attesa del campionato.
Nei prossimi giorni sono attesi altri colpi in entrata, mentre le garanzie hanno nomi e cognomi piuttosto significativi:
Ivan Novelli, Ivan Pappi, Marco Gherlinzoni, Luca Pellegrino, Damiano Fiorini, Daniele Delaiti, Nico Tanese, Samuele Travaglia e Emanuele Soncini. L’ultimo arrivato in ordine temporale è stato l’attaccante Matteo Lugli.
«L’obiettivo primario – ha detto in chiusura il presidente Matteo Grassi – è quello di rivedere il pallone sul nostro campo e di divertirci. Creando allo stesso tempo una base per il futuro: non vogliamo più che accadano anni sabbatici e perché andando avanti magari si potranno anche mettere nel mirino i cosiddetti obiettivi sportivi. Intanto, godiamoci il momento».—
Alessio Duatti
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