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Gli insegnamenti di Rovigatti «Passione e lato umano»

Enrico Ferranti
Gli insegnamenti di Rovigatti «Passione e lato umano»

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cento

«Ho iniziato per scherzo a 12 anni quando il maestro Baraldi mi propose di aprire un corso a Stienta. Prima di allora non conoscevo il Ju Jitsu ma non poteva che essere amore a prima vista».

il percorso

Ora, a distanza di anni, il maestro - cintura nera nono dan - Silvano Piero Rovigatti, incarna in tutto e per tutto questa disciplina marziale. Autentico emblema, Rovigatti è il condottiero che ha cresciuto, sulla materassina e nella vita, parecchi allievi facendoli diventare dei campioni a 360°. Un valore indiscusso, il suo, che si è sempre sprigionato nella sua totalità. Gli esordi a Stienta poi Lendinara e Rovigo fino ad arrivare a Cento dove il maestro - negli anni - ha creato qualcosa di straordinario: «Abbiamo ottenuto dei risultati che si commentano da soli - le sue parole -; i nostri atleti si sono sempre distinti sia in ambito nazionale che internazionale, portando a casa traguardi di prestigio».

Un pensiero: «Il Csr Ju Jitsu Italia è affiliato alla Fjji, Federazione di cui sono presidente (mentre il direttore generale è Igor Lanzoni). Escludendo la Valle d'Aosta è dislocata ed attiva in tutta Italia; siamo partiti da tre anni e stiamo già raccogliendo, in termini anche numerici, consensi piuttosto rilevanti con l'obiettivo di crescere ancora parecchio. Purtroppo durante questa pandemia ci siamo dovuti fermare con le attività, ma i progetti non mancano: abbiamo in programma - nei mesi di novembre e dicembre - uno stage in Sardegna, un secondo a Genova e la Coppa Italia, per poi ripartire nel 2021 con gli impegni internazionali. Colgo l'occasione per ringraziare tutto lo staff del consiglio, gli arbitri, i presidenti di giuria, gli atleti, gli istruttori, i genitori: tutti sono essenziali e svolgono i propri compiti in modo encomiabile».

il messaggio

Che cosa trasmette ai suoi giovani un uomo di questa caratura? E quali le gratificazioni? «Sicuramente tutta la mia passione, il mio sapere, facendo sempre del mio meglio e senza tralasciare mai il lato umano. Quando i miei allievi vincono delle competizioni, crescendo e maturando anche nella quotidianità, non posso chiedere di più». —

Enrico Ferranti

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