Spal, che botti Preso Esposito e due cessioni
Il talentuoso attaccante in prestito dall’Inter: è già a Ferrara Ormai fatta per Tomovic al Verona e Bonifazi al Genoa
ferrara
Il mercato della Spal si fa pirotecnico. Dopo aver messo successivamente in saccoccia i vari Sala, Sernicola, Brignola, Okoli e Ranieri, il d.s. biancazzurro Giorgio Zamuner in poche ore si è assicurato 10 milioni dalla Lazio per Fares (affare noto da tempo, ma che i capitolini hanno di fatto ratificato solo lunedì), ha preso il talento Esposito dall’Inter ed ha ormai ceduto Tomovic al Verona e Bonifazi al Genoa. Ma, tralasciando la novela Fares - conclusasi positivamente -, procediamo con ordine analizzando gli ultimissimi affari.
Già da inizio luglio sulle piste di Sebastiano Esposito, e dopo un lungo corteggiamento ed un’intensa trattativa, Zamuner ha portato l’affondo vincente lunedì, quando si è recato a Milano, nella sede dell’Inter, per chiudere l’affare. Tutto ok, accordo definito, se non fosse che verso la mezzanotte il presidente del Pescara, Sebastiani, ha dichiarato che se anche la Spal aveva il sì dell’Inter, lo avevano pure gli abruzzesi, e la decisione l’avrebbe quindi presa il ragazzo. Un margine di dubbio è sorto, ma a ben guardare perché mai l’Inter avrebbe dovuto dare il semaforo verde a due società contemporaneamente? E conoscendo la serietà e la statura dei dirigenti nerazzurri Marotta ed Ausilio, perché avrebbero fatto salire la Spal a Milano se non fosse stato per concludere? E, infine, perché il club biancazzurro si sarebbe mosso con il ds, col suo braccio destro Ivone De Franceschi e con il ministro delle finanze Andrea Gazzoli se non avesse avuto la certezza di un viaggio per concretizzare la trattativa? I fatti hanno dato immediatamente confortato i ragionamenti logici. E semmai dovesse essere il ragazzo a decidere, Esposito ha dato il proprio convinto sì alla Spal e ieri è immediatamente giunto a Ferrara.
Adesso si tratta solo di perfezionare le pratiche di tesseramento e gli iter sanitari affinché l’attaccante sia a disposizione per la partita di debutto in campionato venerdì a Monza. È un grandissimo colpo. Esposito, classe 2002, è considerato il miglior giovane talento del calcio italiano ed all’Inter aveva bussato mezza serie A. La punta arriva in prestito secco, ma è evidente che la Spal avrà un premio di valorizzazione, e se poi il rapporto sarà proficuo per tutti e dovesse anche arrivare il ritorno in A chissà che il prestito non possa essere rinnovato.
Andiamo avanti. Tra le principali incombenze sulle spalle di Zamuner c’era e c’è quella di fare cassa, e di alleggerire la massa salariale, e di cedere gli elementi fuori dal progetto. Compito arduo, scomodo fardello ereditato dai disastri contrattuali (tra obblighi di riscatto a condizioni capestro e stipendi mirobolanti) della precedente gestione sportiva. Bene, dopo aver rimpinguato il forziere con la cessione del gioiello Fares, Zamuner ha “scaricato” l’ingaggio (600.000 euro) di Nenad Tomovic definendo il passaggio del difensore serbo al Verona. Tutti contenti. Tomovic resta in A con l’Hellas dell’amico Juric e firma un annuale più opzione; i gialloblù prendono il centrale di cui necessitavano per rimpinguare la rosa; la Spal risparmia e libera anche una casella occupata non da una prima scelta.
E ancora. Dopo essersi dovuto sorbire la susina del riscatto obbligatorio di Bonifazi a 11 milioni e la gestione di un contratto pluriennale (fino al 2024) ed ultramilionario - esborsi insostenibili per la Spal in B - Zamuner ha ormai perfezionato la cessione del difensore al Genoa, il cui d.s. Faggiano è lo scopritore di Bonifazi (lo portò al Siena dai dilettanti romani), lo voleva al Parma e l’ha preteso ora. Il Genoa ha fatto posto cedendo El Yamiq in Spagna e sta anche definendo la partenza di Criscito. Via libera dunque per ingaggiare Bonifazi, prestito oneroso con obbligo. Così la Spal valuta altri innesti: Volta (Benevento) per la difesa e Pierini (Sassuolo) come esterno d’attacco soprattutto se partisse Strefezza.
Insomma, Zamuner si è portato ben avanti con i lavori . Se riuscirà a collocare anche Castro (Emirati Arabi, Turchia o addirittura Italia stessa) e Murgia, oltre a Viviani e Jankovic (quasi 1 milione complessivo in due), allora dovranno fargli la statua che non ebbe quando - in campo - era l’Imperatore della Spal.—
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