Per la Spal è sempre tempo di Primavera Grande prova e l’Inter deve arrendersi
Seconda di campionato e successo dei biancazzurri al Mazza: Ellertsson e Seck in gol. Manovra e pressing super
ferrara
La Primavera biancazzurra riesce in ciò che non era mai stata capace di fare la prima squadra nelle ultime tre stagioni di serie A: imporsi meritatamente sull’Inter, al termine di una partita giocata in maniera sensazionale nonostante qualche evitabile sofferenza di troppo patita nel finale.
A pochi giorni di distanza dalla vittoria in Coppa Italia col Sassuolo, mister Scurto sceglie di dare continuità al 4-3-3 ma con più di un interprete differente. Galeotti (tornato da Monza dove era aggregato con la prima squadra spallina) titolatissimo in porta, viene difeso dai terzini Alcides e Iskra oltre che dai centrali Peda e Owolabi. A centrocampo le scelte iniziali premiano Zanchetta (in regia) con le mezze ali Attys e Ellertsson. Davanti spazio alla fantasia del trascinante Seck nel reparto completato da Moro e dal biondo Piht (entrambi all’esordio stagionale).
il deserto
La magia del soleggiato, ma ancora deserto “Paolo Mazza”, accoglie le due squadre abbigliate con le classiche tenute tradizionali. La prima frazione della Spal di Scurto è - come minimo - da mostrare a tutte le altre squadre del settore giovanile biancazzurro. Calcio vero, praticamente totale. Aggressività, pressing alto, organizzazione, pochissime sbavature, conclusioni, dialoghi e una costruzione di occasioni in maniera pressoché automatica.
Nel primo quarto d’ora si segnalano i primi squilli di Piht, Iskra e Seck. Poi al minuto sedici Zanchetta (in collaborazione con Moro) vince il duello con Squizzato, gli borseggia la sfera e serve perfettamente il corrente Ellertsson che con un grandissimo diagonale di mancino trafigge Stankovic.
il pallino
Anche dopo l’1-0 il pallino del gioco rimane tutto estense con la Spal che riesce ad aprire più volte l’Inter costretta a difendersi a cinque. L’unica occasione ospite arriva prima della mezz’ora: Alcides regala palla a Carboni che tirando trova una deviazione di Owolabi, ma Galeotti è prodigioso.
Passata la paura la Spal riprende a macinare gioco. Moro, prima di piede e poi di testa, sfiora il 2-0. Attys gioca di “ruleta”, Alcides e Seck si fanno notare per altre due conclusioni insidiose. Al duplice fischio di Feliciani, ci fosse stato il “popolo”, sarebbero arrivate cascate di applausi. Come già accaduto in altre circostanze, la squadra spallina torna dall’intervallo un po’ distratta: il palo (di Oristanio) salva il parziale. Mister Madonna rivoluziona l’Inter guadagnando qualche metro. Scurto risponde con le prime mosse per salvaguardare una Spal leggermente più stanca.
sul pezzo
Ma sempre sul pezzo, tanto da continuare a impensierire l’area nerazzurra. Veementi poi le proteste estensi per un tocco di mano interista in area di rigore. A venti dalla fine ecco il 2-0: l’onnipresente Ellertsson si appoggia su Seck che imbuca col suo magico sinistro. Nel finale l’Inter accorcia casualmente con Casadei (sviluppi di mischia da corner) e rientra in corsa. Galeotti però stoppa ogni illusione ospite con un grande intervento che manda la Spal in assoluto delirio sul prato di casa. —
Alessio Duatti
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
