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Un rigore sbagliato dal Sant’Agostino San Felice se la cava

Mirco Peccenini

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SANT’AGOSTINO

Sette mesi di astinenza da calcio dilettantistico valgono certamente un esordio di Coppa Italia tra due squadre dalla grande tradizione. Se Sant’Agostino-San Felice non è un derby, poco ci manca. Si gioca a porte chiuse, ma i ramarri vogliono comunque far valere il fattore campo.

Al 4’, Berto dialoga sullo stretto e riesce a mettere al centro un pallone interessante: Raspadori è stretto in un parapiglia e la difesa si salva. Veloce capovolgimento al 5’, con Merighi che scalda i pugni a Treggia. Il San Felice cerca il fraseggio in velocità, ma la sensazione è che i pericoli possano arrivare soprattutto quando i biancoverdi spingono. Al 12’, per esempio, Savino strappa applausi in slalom, prima della chiusura difensiva su Melloni. Ne nasce un angolo, che Berto indirizza su Amadori, il cui tempismo è letto bene da Emanuele Stabellini che blocca. Al 23’ bordata di Berto sugli sviluppi di un corner, nella mischia ai 16 metri sbuca un braccio malandrino (forse di Zanoli). Fatto sta che l’arbitro indica il dischetto, sul quale si porta Raspadori: la conclusione è leggermente angolata, ma E. Stabellini sventa volando alla sua sinistra. Al 31’, se ne va l’inesauribile Iazzetta, che guadagna il fondo e scodella in mezzo per Astolfi, il quale gira a lato da buona posizione. Al 42’, altro cross di Iazzetta, con Stabellini che mette in angolo con l’aiuto dell’esterno del palo.

Al 55’ azione da flipper nell’area dei ramarri, ed il tocco di Merighi è fuori misura. Dall’altra parte (67’) Melloni quasi riesce a sorprendere Stabellini, che cincischia sul rilancio. Al 75’, il portiere si fa perdonare con un doppio miracolo: prima su Melloni, imbeccato di testa da Iazzetta, subito dopo su cross basso dello stesso numero 6, che Di Domenico spara sull’estremo difensore da due passi. Rimane il tempo per applaudire Treggia, che toglie dal sette un bolide di Lorenzo Stabellini, ma per questo esordio può bastare così. La qualificazione si deciderà a San Felice tra sette giorni. —

Mirco Peccenini

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