Antenucci ritrova l’erba dei grandi trionfi: gol nella storia, imprese e un addio inatteso
Mercoledì la gara di coppa con il Bari avrà un evidente motivo di interesse: per la prima volta torna da ex il bomber spallino
FERRARA. Mirco Antenucci ritorna a Ferrara. Lo farà domani sera da avversario con la maglia del Bari, quando la formazione pugliese affronterà la Spal nell’ambito della Coppa Italia. Senza esagerare con i sentimentalismi, è indubbio che Antenucci, attaccante abruzzese classe 1984, è stato uno dei giocatori più amati della Spal degli ultimi tempi. La sua storia con la Spal non è finita nel migliore dei modi e, probabilmente, la verità la conoscono solamente il diretto interessato e i vertici spallini.
IL PRIMO
Nell’estate del 2016, Antenucci ha avuto il merito di essere tra i primissimi a dare fiducia ad una Spal neopromossa in B, di fatto aprendo con la sua presenza un certo credito sulla bontà del progetto biancazzurro anche tra altri giocatori. Negli anni è diventato uomo simbolo della Spal: si ricordano le sue foto in giro in bicicletta per la città e la scelta della sua famiglia anche per impostarci un’intera campagna abbonamenti. Erano presenti lui, la moglie Eleonora Brecciarolla e le due figlie Camilla e Sofia. Grande capitano, leader in campo e fuori dal campo, ha avuto anche la presentazione ufficiale in Castello Estense.
L'INGLESE
Antenucci non ha tradito per nulla le attese e, dopo l’esperienza inglese nel Leeds, ha intrapreso con entusiasmo la nuova avventura a Ferrara. Un bottino di reti importantissimo (18 in campionato e 2 in Coppa Italia) ha caratterizzato la sua stagione in B. E la Spal, che non era, sulla carta, tra le favorite del campionato ha centrato la promozione in serie A. Nel primo anno di massima serie, “Anteseven” è stato protagonista: ha giocato 33 partite e sono 11 le reti messe a segno dall’attaccante nativo di Termoli. Come non ricordare la sua doppietta nella vittoria per 3-1 contro la Sampdoria all’ultima giornata del campionato 2017-2018, che ha consentito alla Spal di centrare la prima storica salvezza. Anche nella stagione successiva non è mancato il suo contributo di reti, pur se in misura minore: 35 presenze con 5 gol. Difficile da dimenticare quello alla seconda giornata al Dall’Ara di Bologna contro il Parma.
Ma qualcosa inizia a rompersi. Nel terzo anno a Ferrara, il rendimento progressivamente è calato, non è più tra le prime scelte, non è più basilare, non più al centro del progetto. Si arriva alla fine della sua terza stagione spallina e il 13 luglio 2019 viene ufficializzata la cessione e il passaggio al Bari in serie C. Sul proprio profilo Instagram, Antenucci ha esternato la sua delusione per la fine del suo rapporto con la Spal sottolineando che a Ferrara ha vissuto un pezzo di vita che gli è entrato nel cuore e mai uscirà.
IL COMITATO
Le parole del commiato, amare, sono eloquenti: “Abbiamo scritto la storia – ha scritto – ho messo la Spal prima di tutto, avevo espresso il desiderio di concludere la mia carriera con questa maglia, era quello che sentivo e volevo ma così non sarà perché qualcuno non ha voluto la stessa cosa, lo stesso epilogo di una storia bellissima e mi ha fatto capire che non rientravo più nel progetto. Nel calcio non c’è sempre riconoscenza e per il bene della Spal mi sono fatto da parte. Mai avrei pensato che ci potesse essere un addio ma così è stato. Ne abbiamo fatta di strada e nessuno poteva immaginare quello che sarebbe successo”.
Complessivamente in biancazzurro Antenucci ha chiuso il suo triennio con 105 partite in campionato e 34 reti. Con l’aggiunta di 4 presenze in Coppa Italia con 2 gol. Antenucci a Bari (in serie C) l’anno scorso ha giocato un campionato da protagonista, ha segnato con continuità ma non è stato sufficiente per portare la squadra pugliese in serie cadetta visto che è arrivata la sconfitta nella finale playoff a Reggio Emilia contro la Reggiana.
Ora Antenucci proverà a dare un nuovo assalto alla serie B guidando il Bari: domenica all’esordio i pugliesi hanno piegato per 3-2 il Francavilla e Mirco ha aperto le marcature dopo appena 5’: giusto per non perdere il vizio. Ma prima della futura cavalcata in serie C c’è la sfida contro il suo passato recente: domani sera Mirco ricalpesta l’erba del Paolo Mazza. —
Andrea Tebaldi
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