Antenucci, sfida del cuore «Torno a casa con emozione»
In biancazzurro tre anni di soddisfazioni. Poi la rabbia Ora il match da ex: «Sarei rimasto, ma Vagnati mi disse...»
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Il “Lupo di Roccavivara” non perde il vizio. Del gol. Venticinque tra campionato e coppa l’anno scorso col Bari in serie C, uno all’esordio domenica scorsa nel 3-2 al Francavilla. Ma per ora, mai Antenucci è stato “Anteseven” come nella Spal: 109 presenze per 36 reti. Una promozione in A, due salvezze. Capitano, mio capitano...
«Oggi ritorno al Mazza da avversario per la prima volta - racconta Mirco alla vigilia -: l’emozione c’è, perché Ferrara è la mia seconda casa. Anche se non ci sarà pubblico, il momento rimane particolare. Mi farà piacere rivedere vecchi compagni, magazzinieri che sono diventati amici nel corso degli anni». La Spal è scesa in B, dopo un’annata sportivamente tragica. Antenucci sospira: «Parlare da fuori non è mai simpatico. Anzi, diciamo pure che è antipatico. Capitano annate in cui non ti riesce nulla. Mi limito a dire che io ho vissuto tre anni di soddisfazioni».
Ed eccoci al punto dolente, all’argomento da affrontare ed archiviare in fretta. Fosse stato per lui, Mirco Anteseven”, l’avventura in biancazzurro sarebbe proseguita. Spiega: «Avevo il contratto in scadenza, avvertivo un clima strano nei miei confronti. Il diesse Vagnati a giugno mi telefona e spiega che non avrebbero rinnovato. Motivi tecnici da un lato, l’esigenza di ringiovanire la rosa dall’altro. In quel momento il mondo mi è caduto addosso. Non nascondo di avere provato rabbia ed amarezza. Però non sono uno da mezze misure: per me o è bianco oppure nero. Quindi ho preso atto perché non voglio essere un peso».
Antenucci si ferma, poi aggiunge: «Alla fine Vagnati ha rispettato soltanto una parte di quanto ha detto, ovvero non mi ha rinnovato il contratto. Però, poi, di punte giovani per rinfrescare il reparto non ne ho viste. Detto questo, io devo solo ringraziare la Spal. E la proprietà, con la quale sono in ottimi rapporti. Con Colombarini e Mattioli ci siamo sentiti anche di recente».
La promozione, certo, “santificata” con 18 gol in campionato. Ma anche svariati ricordi. Dal mazzo, Antenucci ne pesca due: «Il successo a Latina che ci ha dato l’ultima spinta per la Serie A e il gol al Parma realizzato a Bologna. In generale, Ferrara l’ho vissuta a 360º e ricordo i tanti aperitivi fatti con i compagni di squadra in centro. Eravamo uniti, forse questo ha fatto davvero la differenza. E a Ferrara ho mantenuto casa: non scarto l’idea, una volta smesso di giocare, di poterci tornare a vivere. Deciderò con la mia famiglia».
Intanto c’è un Bari da portare in alto. Una riprogrammazione: dal lottare per salvarsi in A alla battaglia per salire in B: «Dopo l’estate difficile cui accennavo prima - dice Mirco -, perché comunque pensavo che alla Spal potesse esserci spazio, mi sono riadattato subito. Mi sono fidato del progetto di De Laurentiis, ci riproveremo anche se non sarà facile: quello di C è un campionato bello tosto». E la nuova Spal in B, come inquadrarla? «Valutare da lontano non è facile - spiega Antenucci -; ma per quello che vedo, la squadra ha valori importanti. Quello di B è campionato molto difficile, però la Spal sulla carta è forte». —
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