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Spal, la Coppa ha confermato la validità dell’impianto

Paolo Negri
Spal, la Coppa ha confermato la validità dell’impianto

Gioco, solidità e qualificazione anche con la squadra-bis Promossi tutti i nuovi. Ma bisogna migliorare in avanti

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La partita di Coppa Italia giocata l’altra sera contro il Bari ha detto diverse cose interessanti sulla Spal. Adesso l’attenzione torna a spostarsi tutta sul campionato, ma il match con i pugliesi - affrontato con una formazione totalmente alternativa (degli undici iniziali schierati a Monza era in campo solo Salamon, che all’intervallo ha fatto staffetta con Tomovic) - ha fornito indicazioni di cui tener conto.

note positive

Partiamo dal risultato, cioè dalla qualificazione. Obiettivo centrato, turno superato (prossimo avversario il Crotone, il 28 in Calabria). E poco importa che il pass sia arrivato dopo lo 0-0 al 120’ ed il ricorso ai rigori (di cui due parati dal decisivo Demba). Nulla era scontato. Infatti va sottolineato come due big di B, tra le principali candidate alla promozione, quali Chievo e Frosinone siano state eliminate (da Catanzaro e Padova), al pari dell’Ascoli (ko con il Perugia). Il Vicenza è passato solo ai supplementari, il Cosenza ai rigori come del resto il Pescara che affrontava una formazione di serie D. Quindi, brava la Spal, tra l’altro scesa in campo con una squadra decisamente più giovane di quella schierata dal Bari. Oltretutto mister Marino ha fatto ricorso ad un totale turn over, facendo giocare dall’inizio i neo-acquisti Sala, Ranieri e Sebastiano Esposito (oltre a Sernicola che a Monza era entrato a metà ripresa), Murgia e Castro che erano fuori da tempo, Paloschi (alla prima stagionale dal principio dopo l’infortunio e lo spezzone brianzolo) e gli altri non schierati venerdì.

Proprio il volto “improvvisato” della Spal porta ad un’altra considerazione: c’è nulla di... improvvisato. Pur con attori diversi, il copione è stato interpretato al meglio, a sottolineare come l’intero gruppo abbia assimilato i concetti dell’allenatore. Gioco verticale, con triangolazioni veloci, sfruttando sia l’ampiezza sia “andando dentro”. Si sono viste identità, qualità, solidità (una sola chance concessa al Bari), duttilità tattica stante l’attuazione del 3-4-1-2 funzionale alle caratteristiche di Sebastiano Esposito, anche e soprattutto in proiezione campionato. La Spal potrà giocare indifferentemente col 3-4... e poi 1-2 o 2-1 o 3.

I nuovi hanno pienamente convinto, tutti, rimarcando la giustezza delle scelte di mercato. Sernicola ha martellato la fascia con impressionante continuità, si è inserito al tiro, ha dato copertura, è stato all’altezza anche da centrale; Ranieri è elegante ma deciso, tecnico, buon senso della posizione; Sala a sinistra ha dato un ottimo contributo; Seb Esposito ha qualità da vendere. Molto bene pure Spaltro e Salvatore Esposito, rientrati dai prestiti con un bagaglio arricchito.

note negative

Di meno apprezzabile c’è stata la fase di finalizzazione. Come accennato già ieri in sede di cronaca, un passaggio sbagliato, scelte finali o tempi non azzeccati, qualche fuorigioco, hanno inficiato manovre costruite e sviluppatesi con ottimi presupposti ma poi non sfociate in esiti altrettanto importanti. La mole di lavoro, in una gara costantemente col pallino in mano, doveva essere concretizzata diversamente. È lì che bisogna migliorare, con più lucidità e più precisione.

Poi, chiaro, il neo dell’infortunio muscolare a Floccari all’atto dell’esecuzione del suo rigore. Ma quello è il fato.—



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