Cotton sta iniziando a prendersi sulle spalle l’attacco della Tramec
I biancorossi hanno tenuto testa alla quotata Mantova (senza Weaver) vincendo due quarti e perdendo 63-64 al termine di una buona prova
l’analisi/2
Prima amichevole contro una squadra di pari categoria. Venerdì la Tramec ha retto bene contro Mantova, in trasferta, aggiudicandosi due parziali dei quattro disputati, con punteggio sempre azzerato. La Tramec ha vinto il secondo ed il quarto tempo e portato quattro uomini in doppia cifra: Cotton, Sherrod oltre a Ranuzzi e Leonzio. Un buon test, probante, contro una squadra che punta ai playoff nel girone Verde. È stato un buon allenamento contro un avversario solido, con minutaggi equi e controllati ed i due stranieri dentro per meno di 20’. Il punteggio finale, per quel che conta in questi scrimmage, dice 64-63 in favore di Mantova, con la Tramec che ha tenuto testa alla fisicità degli Stings seppur orfani di Weaver. Ultima amichevole, prima del debutto nella Super Coppa, mercoledì alle 18 a Cento contro Bologna Basket.
il lusso
Tekele Cotton, straniero di lusso per la serie A2, dopo una prima esperienza italiana in serie A con Torino, riparte dalla serie A2. Da Cento. « Il mio agente negli Stati Uniti mi ha chiamato - esordisce la guardia americana -: mi ha detto che aveva ricevuto una proposta. Mi ha messo subito in contatto con l’Italia, ho parlato con l’allenatore, mi ha spiegato il progetto; mi ha parlato della squadra. Mi è piaciuto, ho accettato e adesso sono qui. Questa squadra mi piace, stiamo lavorando molto per migliorare».
«La squadra mi piace davvero - ripete Cotton che non se ne fa un problema di dover giocare in A2 -; sono qui per aiutare i compagni a vincere delle partite, perché a me piace vincere». Tekele si racconta, si definisce un vincente. Sa di essere un grande attaccante, ma l’attacco non è tutto: «Mi piace la pallacanestro, mi è sempre piaciuta. Ho iniziato a sognare di poter fare il giocatore quando avevo 11-12 anni, ai tempi della scuola. Ero già bravo, mi piaceva giocare e mi piaceva già vincere le partite. Poi, col passare del tempo, ho imparato tante cose e sono diventato un giocatore. Mi piace avere la palla per l’ultimo tiro, se siamo pari a poco dalla fine non mi tiro certo indietro, anzi. Però anche la difesa è importante, a me piace anche quella, penso di essere aggressivo in difesa».
idoli
Alla domanda di chi sia ora il suo idolo nel mondo del basket, la risposta è generica scomodando anche una serie di mostri sacri: «Non ho un idolo in particolare, a me piace la pallacanestro, a me piacciono i giocatori che vincono le partite: ad esempio mi piace Dwyane Wade. Mi piacciono i giocatori vincenti come è stato Michael Jordan. Mi piace vedere giocare Lebron James. Mi piaceva Kobe Bryant».
Cotton è un ragazzo esplosivo, non arriva al metro e novanta, ma salta come una cavalletta. Nella prima uscita amichevole di mercoledì subito uno schiaccione ad una mano senza forzare, che promette di ripetere più volte quest’anno: «La prima volta che ho schiacciato nella mia vita avevo 14 anni - racconta il neo centese -; non sono alto, lo so, ma ho le mani grandi e le gambe forti. La mia schiacciata preferita è in corsa con una mano (mima il gesto simpaticamente). Cosa mi aspetto da questa stagione? Vincere delle partite con la squadra. Personalmente? Vincere delle partite». Of course. —
simone gagliardi
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