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serie B/la gara di sabato 

La rivincita di Salamon dopo un anno ai margini Poi la beffa all’ultimo

A.D.
La rivincita di Salamon dopo un anno ai margini Poi la beffa all’ultimo

Il difensore polacco ha segnato la rete dell’illusione Dall’incomprensibile emarginazione a un ruolo da titolare

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La sua prima volta in maglia biancazzurra, la prima volta della Spal nella nuova stagione.

in gol dopo una vita

La torsione aerea, con gol, di Bartosz Salamon sembrava potesse dare la vittoria alla Spal contro il Cosenza.

«Sono stato molto felice - ha raccontato ieri il difensore - per aver segnato: sapete che la scorsa annata è stata molto particolare e di quella non voglio neanche parlare. Ho fatto il mio primo gol in maglia Spal per cui personalmente è stato davvero un bel momento».

Il numero 5 biancazzurro non segnava dalla stagione 2015/2016: in quell’anno a Cagliari aveva gonfiato le reti avversarie in due circostanze (contro Lanciano e Salernitana) sempre in serie B. Il polacco non aveva mai trovato una gioia personale dal suo arrivo a Ferrara nell’agosto 2017 (22 presenze il primo anno), ma nemmeno durante il prestito nel 2018 a Frosinone. Lo scorso anno, ricordiamo, sono state solo 7 le apparizioni, sotto la guida di Di Biagio, dopo una precedente, lunghissima ed inspiegabile esclusione dal progetto.

il rammarico

Salamon mastica amaro per il pareggio col Cosenza: «A prescindere dallo sviluppo dell’azione incriminata, dovevamo proprio evitare di farli arrivare all’ultima occasione. Le fasi finali in situazioni di vantaggio, vanno gestite meglio».

E in chiusura: «Nel primo tempo abbiamo sviluppato un buon gioco, senza rischiare quasi nulla dietro e andando noi a tirare più volte. Nella ripresa l’abbiamo sbloccata subito e forse da lì gli atteggiamenti delle squadre sono cambiati. Purtroppo poi è arrivata l’azione finale».

Big Max

Una prima volta da allenatore della Spal (complice la squalifica di mister Marino, costretto a seguire i suoi dalla tribuna) è arrivata anche per Massimo Mezzini, dopo il passato biancazzurro come giocatore: «Eravamo a trenta secondi dalla vittoria, c’era un po’ di apprensione anche per la salita del portiere avversario e alla fine abbiamo colpevolmente lasciato da solo un giocatore. Peccato, perché potevamo chiuderla prima in alcune circostanze, poi sappiamo che il calcio è anche questo: dobbiamo rialzarci, recuperare e lavorare sui difetti. Negli ultimi venti metri manchiamo ancora un po’ di lucidità, ma credo che col tempo miglioreremo le scelte». —

A.D.

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