Quelle zavorre che hanno minato tutte le idee e le buone intenzioni
Retaggi del passato, dinamiche di mercato e prospettive per la Spal
l’analisi
La Spal in un certo senso può consolarsi. È in buona compagnia, sono tante le società - anche alcune big, come ad esempio il Milan - che nell’ultimo giorno di mercato non sono riuscite a portare felicemente a termine le operazioni che avrebbero voluto mettere a segno. Colpa di una finestra anomala, della mancanza di risorse economiche dei club italiani (basti guardare quali artifizi si sono inventati anche per affari di secondo piano, o basti pensare alle cessioni che la Juventus ha dovuto fare in fretta e furia prima di poter acquistare un Chiesa qualsiasi).
Detto ciò, la Spal non ha avuto margine operativo, castrando il lavoro, le idee, i contatti di Giorgio Zamuner e Ivone De Franceschi. Tutta colpa delle zavorre, delle tremende zavorre che schiacciano la groppa biancazzurra minando il club sia finanziariamente che sportivamente.
Precedenti contratti pluriennali invivibili e non risolvibili per mancanza di acquirenti (Viviani). Plurimilionari ingaggi da brividi che hanno fatto rinculare anche i turchi ed il Genoa (per Castro). Ma quale mamma i turchi!, qui grida vendetta l’operazione-capestro con cui lo scorso gennaio è stato acquistato l’argentino, tra compensi elargitigli e l’assurda formula di un riscatto obbligatorio a condizioni talmente inverosimili che non si capisce come possano essere state sottoscritte.
Nonostante questo, ieri una quadra Zamuner l’aveva trovata, tra Castro sotto la Lanterna, il sì del Verona per Di Carmine, la piena disponibilità del procuratore di Pettinari ed infine lo scambio Jankovic-Ardemagni. Ma o prima o dopo tutti hanno fatto marcia indietro. In ultimo il montenegrino che non pago del fare da comparsa ha anche sparato alto facendo desistere il Frosinone e mandando tutto a monte, impedendo ad Ardemagni di sbarcare a Ferrara.
Sia chiaro, non sono in discussione i giocatori, il loro valore (Castro se in forma è un lusso per la B). Anzi, se mettono a fuoco la realtà, potrebbero essere un grande plus per la Spal. Almeno fino a gennaio (o prima, su mercati esotici), quando magari ci saranno i presupposti peer piazzarli. Da qui a là i biancazzurri dovranno ottimizzare al massimo le risorse attuali. Che, in fondo, non sono mica disprezzabili. Anzi. —
p.n.
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