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Due è meglio che one Tutte le ipotesi per l’assetto offensivo

Alessio Duatti
Due è meglio che one Tutte le ipotesi per l’assetto offensivo

Come trequartista Valoti, Castro o al limite Jankovic Altrimenti l’opzione sarà “Seb”-Di Francesco dietro la punta

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Tre giocatori difensivi, quattro centrocampisti in linea e tre calciatori d’attacco. In questo momento l’idea tattica di mister Pasquale Marino è chiara ma soprattutto dettata da una saggia elasticità di pensiero per valorizzare al meglio il materiale a propria disposizione senza ricorrere a moderni integralismi o a filosofie poco attuabili.

quadratura, gioco, soluzioni

Per quanto concerne la fase difensiva – a parte alcune circostanze di Spal-Cosenza – la squadra ha risposto compatta, quadrata e abbastanza ordinata. Davanti, invece, sono emerse tutte le difficoltà del momento nella scelta del passaggio decisivo o della famosa giocata illuminante dentro gli ultimi venti metri avversari. In questo senso, Marino tra amichevoli e partite ufficiali ha provato due modelli differenti di tridente: uno con due trequartisti (non larghi sulle corsie esterne) dietro ad un’unica punta e l’altro con un solo trequartista a sostenere la coppia di attaccanti. Posto che Di Francesco tornerà dopo la sosta e sperando che anche per Floccari i tempi non si protraggano troppo, andiamo a vedere quali saranno le opzioni da tridente segnate sui taccuini dell’esperto allenatore siciliano.

Il centrale

Contro Bari e Cosenza la Spal ha giocato con un unico trequartista centrale dietro alle due punte: Floccari/Paloschi e la costante Sebastiano Esposito. A indossare “il dieci” della situazione sono stati il “Pata” Lucas Castro e Mattia Valoti: posto che entrambi al termine della sessione di calciomercato sono rimasti in rosa, crediamo che nel caso Marino vorrà ancora optare per l’unico giocatore libero di svariare dietro gli attaccanti, il duello per la titolarità sarà tra questi due elementi. Valoti darebbe di più sotto il punto di vista dell’inserimento, mentre Castro porterebbe avanti una maggior capacità di dialogo con palla a terra verso le due punte. È chiaro che in questo ruolo delicato e unico bisogna correre, lottare e non ci si può mai riposare né mentalmente né fisicamente. Dunque, per entrambi serviranno preparazione e atteggiamento. Altrimenti anche in cadetteria i valori sulla carta rimarranno purtroppo tali.

Il montenegrino

Il ruolo di trequartista centrale e di secondo rifinitore (a partire da destra) può farlo anche Marko Jankovic. Ma il suo rifiuto al Frosinone che ha sostanzialmente bloccato il colpo finale in attacco della Spal pensiamo non abbia fatto particolarmente piacere a tutto l’ambiente. Ha deciso di restare? Il momento di dimostrare, a partire dal lavoro quotidiano, per lui è arrivato ancora una volta. Tempo e pazienza, invece sono più in scadenza di prima.

La qualità

È chiaro che la soluzione probabilmente più ideale secondo l’ideologia collettiva sarebbe quella di proporre l’accoppiata formata da Federico Di Francesco e Sebastiano Esposito a ridosso di Floccari (o Paloschi).

Nel contesto, poi, s’inseriscono anche due elementi non di poco conto come Brignola e Strefezza. Quest’ultimo, così come D’Alessandro, potrà giocare come quarto di centrocampo ma anche nella zona determinante che stiamo tratteggiando. Insomma, le alternative non mancano. Non resta che trovare una giusta chimica, allenamento dopo allenamento. —

Alessio Duatti

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