Spal competitiva anche senza l’attaccante in più. Decisivi i dettagli
All’indomani della chiusura del mercato resta il rammarico per il mancato arrivo di una punta ma ciò non inficia il valore collettivo
FERRARA. Esopo non era il... centravanti della Nazionale greca. Ma una delle sue opere, La volpe e l’uva, ci dà lo spunto per parlare di attaccanti. E di Spal, ovviamente.
Ora, sarebbe un comportamento degno della citata volpe, quello di disprezzare l’utilità che avrebbe avuto l’arrivo di una punta. L’obiettivo era dichiarato, annunciato, inseguito, in quanto ritenuto necessario, come del resto da indicazioni del campo. Il fatto che al gong del mercato non sia stato raggiunto è evidente che abbia creato e continui a creare rammarico. Anche per le circostanze che hanno portato a ciò. Troppe componenti avverse, troppi ostacoli, troppi imprevisti. Dal mancato trasferimento di Castro (Genoa o Turchia), sfumato quando tutto pareva fatto (domenica con gli ottomani, lunedì con i rossoblù), al no di Jankovic che ha fatto saltare lo scambio col Frosinone per Ardemagni, passando per le ripicche di Di Carmine nei confronti del Verona - così da fargli rifiutare ogni trasferimento, e la Spal l’accordo con l’Hellas lo aveva - e per l’esorbitante richiesta avanzata dal Lecce per cedere Pettinari.
Il d.s. spallino Giorgio Zamuner le ha tentate tutte. Se non è riuscito a portare a termine la missione è stato essenzialmente a causa dei macigni economici che porta sulle spalle e che hanno impedito un mercato in libertà. Senza quei fardelli di bilancio (talmente assurdi che, lo abbiamo visto, nessun club si è fatto carico dei giocatori spallini in uscita), Zamuner si sarebbe potuto muovere con altre tempistiche ed altra efficacia, in merito alla punta. Ed è già buona che abbia raccolto un bel gruzzolo attraverso le cessioni di Fares e di Bonifazi.
MEZZI E CAPACITA'
Detto ciò, e - lo ribadiamo - senza voler recitare il ruolo... della volpe, non faremmo una tragedia per il mancato arrivo dell’attaccante. Sarebbe servito, lo ribadiamo, ma anche così vediamo una Spal comunque competitiva. Non sappiamo dire se sia da primo, settimo, terzo o quinto posto. Ci sembra però una squadra con un’idea di gioco, con un’impronta, una filosofia, un organico valido, qualitativo, competitivo, e tante soluzioni. Sul fronte offensivo non c’è un elemento di “strappo” ma la gamma di soluzioni è ampia. E, per caratteristiche dei singoli, probabilmente si arriverà a varare il 3-4-2-1, ed è presumibile che lo si faccia con Esposito e Di Francesco in appoggio a Paloschi: per la B non è mica poco. La cosa essenziale sarà arrivare sulla trequarti e non sbagliare passaggio, cross, scelte. Sono quei dettagli che potranno fare la differenza. Più precisione e più lucidità - acquisibili con una condizione migliore ed una convinzione nei propri mezzi spogliata delle scorie perdenti della scorsa stagione - all’atto del penultimo (e dell’ultimo) gesto sono suscettibili di compensare il mancato arrivo di un ulteriore attaccante. Ricorrere al mercato degli svincolati? Per chi? Per Balotelli? Per Pazzini?
Al di là delle facili battute, se il problema è economico, come si fa a gravare il bilancio con un altro ingaggio senza che sia stato possibile cedere uno o due dei grossi salari? E se la questione è tecnica, quale svincolato darebbe garanzie? In giro, per la categoria, non ne vediamo.
ROSA AMPIA
L’organico è ampio, come si evince dalla comunicazione ufficiale e definitiva dei numeri di maglia:
1 Berisha; 3 Ranieri; 4 Tomovic, 5 Salamon; 6 Salvatore Esposito; 7 Missiroli; 8 Valoti; 9 Paloschi; 10 Floccari; 11 Murgia; 12 Galeotti; 13 Tunjov; 14 Di Francesco; 17 Sernicola ; 19 Castro; 20 Okoli; 21 Sebastiano Esposito; 22 Demba Thiam; 23 Vicari; 24 Viviani; 25 Spaltro; 27 Strefezza; 32 Sala; 41 Dickmann; 77 D’Alessandro;
94 Cuellar; 95 Jankovic; 97 Gomis; 99 Brignola
MENTALITA'
È da questo mazzo di ben 29 carte (ok, riduciamole togliendo qualche elemento, se proprio si vuole) che mister Marino dovrà attingerer per trovare la formula migliore. Non ci sembra che sia così lontano dalla quadratura. Dovranno aiutarlo gli interpreti, con la mentalità giusta: baionetta ed elmetto, oltre alle indispensabili qualità tecniche. O viceversa.—
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