Il ministro della difesa Vicari deve guidare una retroguardia tosta
Il reparto arretrato offre un mix di esperienza e gioventù Finora risposte ok ma il capitano è chiamato a essere leader
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Alla ricerca della quadra. Con i numeri biancazzurri che richiamano di certo una maggiore urgenza di attenzione sul reparto offensivo, nonché sul lavoro concentrato negli ultimi venti metri avversari, ma che tranquillizzano sulla compattezza generale e sulle buone prove offerte della difesa biancazzurra capace di subire solo una rete nelle tre partite ufficiali giocate, copiando il medesimo rapporto statistico delle amichevoli estive.
Segnale positivo sicuramente da cogliere, ma stando sempre sul pezzo perché comunque contro il Cosenza qualche occasione di troppo la Spal l’ha concessa anche prima dello scivolone che a tempo scaduto è costato il gol del beffardopareggio calabrese, e aggiungiamoci che all’esordio di Monza c’è voluto anche un Berisha più volte provvidenziale (comunque è il portiere della Spal e in quanto tale fa il suo mestiere).
Numericamente
La non urgenza di spulciare la lista dei difensori nell’ultima parte di mercato è sinonimo che il direttore tecnico Giorgio Zamuner e mister Pasquale Marino nutrono grande fiducia in coloro che già fanno parte dell’organico spallino. Diciamo che complessivamente sono sette, se consideriamo la duttilità di due elementi come Leonardo Sernicola (classe 1997) e Riccardo Spaltro (2000).
Ci sono ovviamente Vicari, Salamon e Tomovic, accompagnati dai nuovi Okoli e Ranieri, arrivati da Atalanta e Fiorentina e attualmente impegnati con una chiamata dell’ultima ora nello stage con la Nazionale Under 20.
Gli esperti
Mister Marino ha con ogni probabilità optato per dar senso a quella difesa a tre che la Spal ha sempre usato negli ultimi anni (se escludiamo la dimenticabile parentesi con Di Biagio in panchina) proprio perché i suoi calciatori con maggior esperienza sono di certo maggiormente a loro agio in tale sistema. Salamon (al di làdelgol segnato contro il Cosenza è una nota lieta), Tomovic (dal quale ci si aspettano cose diverse), ma anche lo stesso Vicari “a quattro” soffrirebbero di più. Nel terzetto, invece, senso della posizione, minor difficoltà d’impostazione e fisicità sono ingredienti che possono facilitarne le performance.
Nota a margine, ma importante, su capitan FrancescoVicari: quest’anno ci si aspetta di vederlo trascinare perlomeno il suo reparto. Le fragili e difficili settimane dopo il determinante autogol contro il Milan devono essere già finite nel dimenticatoio che ogni calciatore ha. Da un giocatore con i suoi mezzi, che tra l’altro vuole davvero bene alla causa Spal, è lecito aspettarsi una tenuta di personalità assolutamente maggiore.
I giovani
Sernicola e Spaltro (vedi Coppa Italia col Bari) saranno pronti all’uso qui e sulle fasce, mentre è altissima l’attesa per vedere in azione Caleb Okoli come centrale di destra (2001, ancora zero minuti in partite ufficiali) e tante aspettative sono poste nel mancino di Luca Ranieri (1999) uno che sa il fatto suo e che quella maglia da titolare vuole prendersela a tutti i costi, ed anche in tempi possibilmente brevi. —
Alessio Duatti
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