Leka trova del buono nelle difficoltà: «Così non ci vediamo belli»
Il coach del Kleb accoglie di buon grado due punti alla fine di un duello molto aspro
sala stampa
Vincere soffrendo nel finale fa benissimo in vista dei prossimi appuntamenti della stagione. Con il successo contro Trapani, la Top Secret del coach biancazzurro Spiro Leka centra con una gara d’anticipo l’accesso alle Final Eight della Supercoppa, che si svolgeranno il 6-7 e 8 novembre. «L’aver sofferto alla fine è stata la cosa più salutare dell’intera gara – le parole a caldo del coach ferrarese -; non dobbiamo iniziare a pensare di essere diventati troppo belli e a metterci davanti allo specchio, facendoci la riga da una parte e dall’altra: ci sono state quattro azioni di fila dove abbiamo fatto un passaggio e un tiro, così il basket ti punisce. È come quando hai le carte buone e le giochi male. Da questa situazione dobbiamo imparare».
«Trapani ha dimostrato che non voleva perdonare - aggiunge Leka -: ha qualità e talento. Compagine costruita davvero molto bene, che alla prima giornata aveva recuperato quasi 30 punti di svantaggio contro Capo d’Orlando. Non abbiamo sottovalutato i siciliani, ma finché abbiamo giocato insieme, difendendo molto bene per 30’, siamo andati alla grande; dopo di che c’è stato quel momento in cui i giocatori pensavano al bottino personale anziché alla squadra».
Leka si ferma un secondo, poi riparte nell’analisi: «Parliamo di un insegnamento buono per lavorare molto meglio, anche perché quando vinci con oltre venti punti di scarto cominci a sentirti troppo superiore agli avversari e la rabbia viene meno. Vittoria che vale il passaggio del turno, bella cosa: cerchiamo di essere professionali al 100%, anche perché il club non ci fa mancare niente. Bel traguardo per cominciare una stagione speriamo priva di sorprese».
Mattatore della vittoria biancazzurra è stato un solido Michele Ebeling. «Abbiamo avuto una settimana pesante – dice “Tatu” -, la stanchezza e le condizioni fisiche ancora non perfette si sono fatte sentire. Finché ne avevamo abbiamo imposto il nostro ritmo, giocando come sappiamo fare e come abbiamo fatto a Cento: c’è solamente da migliorare ancora di più la condizione fisica e prolungare la durata del buon gioco per 40’. Successo che vale il passaggio alle Final Eight, ora ci aspetta comunque il match di sabato sera contro Capo d’Orlando, non sarà una gara da prendere sotto gamba, giocheremo pure questa volta per vincere».
«La mia gara? Sono molto contento, il lavoro ripaga sempre, sto dimostrando che quando lavoro duramente, poi si vedono i frutti in campo». —
Lorenzo Montanari
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