La Nuova Ferrara

Sport

Prodan il picchiatore sulla strada di Cristofori «Va portato a spasso»

Dario Cavaliere
Prodan il picchiatore sulla strada di Cristofori «Va portato a spasso»

Venerdì sera al Principe di Milano il welter ferrarese tornerà sul ring In palio il titolo internazionale Ibf e l’apertura di scenari di ampio respiro 

3 MINUTI DI LETTURA





la rinascita

Se è vero che la calma è la virtù dei forti, il pugile ferrarese Nicola Cristofori deve essere fortissimo. A quattro giorni dal difficile match che lo vedrà affrontare venerdì sul ring allestito al teatro Principe di Milano il pugile ucraino Maxim Prodan, con il titolo internazionale IBF dei welter in palio, Nicola lascia trasparire tranquillità ed equilibrio, senza le sparate guascone spesso caratteristiche di questo mondo. E dire che l’avvicinamento al match non è stato semplice, tra lo scarso preavviso, il poco tempo per preparare l’incontro con il Covid a limitare i movimenti.

«Nonostante le poche settimane avute a disposizione, grazie al mio allenatore Roberto Croce ed al preparatore Matteo Guerzoni, che non finirò mai di ringraziare, sono riuscito a ad arrivare ad uno stato di forma ideale, forse come non mai in passato - dice Cristofori - Nemmeno ai tempi della conquista del titolo italiano».

conoscenza

Davanti un Prodan temibilissimo... «Di lui so tutto e niente - spiega Nicola -; l’ho visto boxare attraverso alcuni filmati ed anche tramite il web. È un picchiatore classico che ama ovviamente accorciare la distanza mettendoti alle corde o all’angolo per scatenare la sua potenza. Ha un pugno forte con il gancio come arma migliore, come si può anche capire dal suo curriculum esente da sconfitte (18 vittorie, di cui 14 prima del limite ed un pareggio, che la dicono lunga sul suo modo di stare sul ring; ndr), ma questo non mi spaventa».

«Io certamente cercherò di portarlo a spasso senza dargli punti di riferimento e soprattutto la possibilità di accorciare la distanza. Userò la mia velocità cercando di portarlo il più possibile verso le 10 riprese che, forse, non è abituato a sostenere fino in fondo».

«Certo è una tattica dispendiosa in tema di energie - prosegue l’estense - ma ho scelto il pugilato conscio di questo e sono disposto al sacrificio per ottenere il risultato. So anche che con pugili di questo tipo ci si può far male, ma è un altro rischio che sono disposto a correre. La posta in palio – oltre al titolo IBF – è importante e potrebbe aprire scenari decisamente interessanti».

il momento

«Il tutto arriva poi in un momento decisamente particolare per tutti. Il Covid ci sta mettendo a dura prova con tutte le limitazioni che impone alle persone. Ecco che questo incontro arriva ad essere quasi un moto di rivalsa verso tutto questo». Ci sono pugili che scatenano la fantasia di Cristofori? Ride: «Ho sempre guardato decisamente in alto. Da bambino già appassionato di pugilato mi piaceva il grande Cassius Clay, poi più grandicello guardavo con ammirazione Floyd Mayweather (pugile statunitense a detta di esperti ed analisti uno dei migliori interpreti di tutti i tempi della disciplina che dopo la medaglia alle olimpiadi di Atlanta da professionista è stato campione del mondo WBC in cinque categorie differenti chiudendo la carriera con il record di 50 vittorie e nessuna sconfitta; ndr)». —

Dario Cavaliere

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google